Lorenza Rappoldi, grande amica di Prima i Lettori, ci scrive: “Vorrei segnalarti più che un libro (Una notte a casa Leopardi), il suo autore Francesco Fabretti. Ho avuto la possibilità di conoscere Francesco, dopo che una mia carissima amica, Arianna, che lavora nell’archivio di casa Leopardi, me ne ha sempre parlato come di una persona molto colta e molto appassionata, che da anni fa la guida, appunto a casa Leopardi.
Quest’anno, da poco, è uscito il suo libro.
Letto il libro, mi sono prenotata una visita con Francesco come guida. Sono rimasta davvero colpita dalla sua passione per Giacomo e per tutta la famiglia Leopardi. Lavora come guida (ed organizzatore del nuovo museo) da circa trent’anni. Incanta i vari gruppi con la sua capacità di adattarvisi (turisti, studenti,…), con la sua capacità affabulatoria, con la sua profonda conoscenza dell’opera di Giacomo, con il grande amore per l’opera del poeta che trasmette a tutti. Il suo libro è particolare, all’inizio l’ho trovato addirittura irritante, colpa mia che non ho capito subito la sua struttura, poi mi sono appassionata. Ecco qua, echi recanatesi di un poeta davvero immortale.”

Dalla presentazione dell’editore:
L’ora è quella prossima al tramonto e solo a noi è consentito entrare nel palazzo che fu di Giacomo Leopardi. Tra fantasmi familiari e memorie feroci, l’alba ci sorprenderà sul Colle dell’Infinito. «Quando la vedi da fuori, Casa Leopardi, è come non te la aspetteresti: un palazzo di 5.000 metri quadrati su quattro piani, facciata in stile neoclassico, pianta trapezoidale. In questa casa, dal 1200 abita la stessa famiglia e qui il 29 giugno 1798 nacque Giacomo Leopardi conte di San Leopardo, poeta, prosatore, pensatore e altro ancora. Ed è qui che mi troverai perché Casa Leopardi è un luogo che frequento da molti anni in qualità di guida, di operatore turistico, talvolta di Caronte (dipende dal pubblico e dai suoi umori). Della casa conosco la vita silenziosa che dimora negli angoli, il cigolio del mobilio quando il palazzo riposa di notte, il respiro dei solai e il sussurro di cardini di porte e finestre al mattino. Ti accompagnerò attraverso queste ‘sudate stanze’ sfruttando il chiarore della luna, ti parlerò di storie cui ho assistito, alle quali ho partecipato o anche solo delle leggende che ho orecchiato. Li ho salvati tutti questi ricordi e ve li racconterò tutti, prima che la casa di Giacomo si popoli di sconosciuti che ne faranno un set fotografico.»
