Claudio Cherin, dopo averci proposto settimana scorsa un suo racconti, questa settimana ci propone la sua lettura del romanzo di Nucci in lizza per il Premio Strega di quest’anno.


Matteo Nucci Platone Una storia d’amore (per Feltrinelli, 2025) ricostruisce la vita di uno dei più importanti pensatori dell’Occidente.

Il lavoro di Nucci non è una biografia e non ha la pretesa di esserlo, pur essendo documentatissimo. Ma è un racconto, che in ogni sua pagina è scandito da una straordinaria passione nei cui confronti di un autore di cui si nutre un amore autentico e incondizionato (questo spiega il titolo del libro).

Nucci, oltre che essere finalista allo Strega 2017, è un classicista che padroneggia con sicurezza non solo gli scritti di Platone ma anche le fonti che tramandano notizie sulla vita del filosofo. La passione per Platone e la competenza storica e letteraria permette al lettore di trovarsi di fronte all’uomo che diventerà il filosofo presente nei manuali liceali.

La vita del filosofo viene ricostruita minuziosamente. Il narratore prende infatti la forma di un contemporaneo di Platone, un fantomatico Straniero, come lo avrebbe chiamato lo stesso Platone, che segue, spesso da lontano ma talora anche da vicino, il filosofo. Questo Straniero assume una doppia prospettiva: quella di un contemporaneo di Platone, che accompagna il protagonista nelle vicende della sua vita, ma anche quella di un contemporaneo del lettore, che di Platone conosce il ruolo che ha avuto nella filosofia dell’Epoca Moderna e Contemporanea.

Il romanzo si apre nel 415, di fronte al porto del Pireo, quando un gruppo di giovani assistono alla partenza della flotta ateniese per Siracusa, dove Atene subirà una delle più clamorose disfatte navali della Guerra del Peloponneso. Il giovane − non ancora quindicenne − che lo Straniero conosce in quell’evento si chiama Aristocle − questo il vero nome di Platone − ed è figlio di una delle famiglie di Atene. La sua famiglia vanta tra gli antenati come Solone, poeta e legislatore, e Crizia, leader del regime ultra-oligarchico, che governerà e insanguinerà Atene dopo la bruciante e definitiva sconfitta della trentennale guerra contro Sparta.


Si viene anche a sapere che Sparta e Siracura − governata dai tiranni Dionisio I e poi a quella del figlio di lui Dionisio II − esercitarono un certo fascino su Platone: per l’ordine militare e la vita comunitaria, ma anche per la subordinazione dell’individuo all’interno della comunità. Platone continuò a nutrire la speranza di guidare chi detiene il potere assoluto, cosa che gli riuscì solo nelle pagine di una delle sue più complesse opere: la Repubblica.


In questo libro si racconta dell’incontro anche di Socrate, venerato maestro, (anche se il nei Dialoghi è un Socrate trasfigurato e definitivamente «platonizzato»); dello shock conseguente al processo e alla condanna a morte dell’«uomo più giusto del nostro tempo»; dell’abbandono di Atene, forse motivato dal timore di subire un destino analogo a quello di Socrate.

Poi dei viaggi: a Cirene presso l’amico geometra Teodoro, in Egitto dove Platone incontra la misteriosa Timandra, sacerdotessa del dio Sole (molto probabilmente il modello per la figura della sacerdotessa Diotima), e nell’Italia meridionale, dove il giovane viene a contatto con le comunità pitagoriche (l’incontro con Archita di Taranto sarà uno degli eventi decisivi della vita di Platone).

Si racconta anche dell’Accademia, la sua scuola, un luogo in cui veniva praticata la ricerca filosofico-scientifica, e che formava anche politicamente, luogo nel quale un giovane e straordinario Aristotele inizia la sua formazione.
Il vero protagonista è Eros, l’amore o il sentimento, componente significativa della filosofia e forse anche della vita di Platone che percorre l’intera vita del filosofo per il mondo e il sapere.


Il Platone di Nucci è un uomo perpetuamente «innamorato»: delle donne (Archenassa), dei ragazzi (l’affascinante e fatuo Alkis), degli uomini (il poeta tragico Agatone, Dione, forse l’amore più importante, e altri ancora).