Pip: Prima i Lettori è quel posto dove si va a vedere un film di Nolan sull'Odissea e si torna a casa con più domande sull'Iliade che sulla regia.
Mara: arera ci porta questa settimana tra cinema e poema epico, pittura impegnata e silenziosa, e una bella manciata di romanzi che i lettori del sito hanno voluto segnalare. Cominciamo dal grande schermo.
Cinema: Nolan incontra Omero
Pip: La domanda che aleggia sul film di Nolan è questa: cosa succede quando il regista del tempo spezzato e dello spazio piegato incontra il poema più antico del mondo?
Mara: La risposta, a leggere la recensione, non è quella che ci si aspettava. Il punto di partenza è netto: "l'europeo Nolan, il raffinato Nolan, ha cucinato una classica americanata, arricchita di qualche assonanza Tolkiana e da un paio di citazioni tra il sarcastico e il letterale."
Pip: Quindi Polifemo diventa il cugino di ET, Cariddi è riciclata dall'Idra, e il finale cita Kill Bill. Omero ringrazierà.
Mara: Il bilancio non è però una stroncatura totale. La scena dei morti viventi viene giudicata di grande impatto, e la rivisitazione dell'episodio di Circe moderna e convincente. Vale il biglietto? La risposta è triplice e onesta: sì per discuterne con gli amici, sì se spingerà qualcuno a rileggere il testo, no se si cercava cinema d'autore.
Pip: Vale la pena passare dalla sala al museo.
Pittura tra impegno e silenzio
Pip: Due modi opposti di fare pittura oggi: uno rumoroso di intenzione politica, l'altro così asciutto da sembrare quasi silenzio.
Mara: La newsletter di Daniele Cima, riprodotta integralmente, pone la questione in modo diretto: "gli artisti espongono il loro pensiero in prima persona e attraverso l'arte." Cima cita Picasso, Rodčenko, Rivera, Guttuso, Obey, Banksy — e Leni Riefenstahl come controesampio inquietante.
Pip: Arte come presa di posizione, dunque, con le lettere rovesciate e le lacune volutamente create per costringere l'osservatore a decifrare. Il puzzle incompleto come forma di resistenza.
Mara: All'opposto, la mostra antologica di Mario Raciti a Palazzo Reale a Milano, aperta fino al 20 settembre, propone una pittura definita "asciutta, magra", che esplora ricordi e assonanze più che il mondo sensibile. Una pittura attigua alla poesia, da vedere in silenzio.
Pip: Dal muro al libro, che è poi dove tutto comincia.
Libri: storie ritrovate e storie dimenticate
Pip: Questo mese i lettori di Prima i Lettori segnalano romanzi che hanno in comune una cosa sola: qualcuno li ha letti e non è riuscito a stare zitto.
Mara: Il caso più emblematico è L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón, che torna a circolare sette anni dopo essere già stato segnalato sul sito. Simone Vaccarino scrive: "Grande libro che consiglio a tutti di leggere. Un libro pieno di sorprese e colpi di scena. Ti chiedi come uno scrittore possa avere così tanta fantasia."
Pip: Il tam-tam dei lettori aveva già trasformato questo romanzo in un caso editoriale nel 2001, e a quanto pare il meccanismo non si è fermato.
Mara: La storia è quella di Daniel, un ragazzino di undici anni che a Barcellona nel 1945 entra in possesso di un libro maledetto al Cimitero dei Libri Dimenticati, e da lì viene risucchiato in un mondo di misteri, amori impossibili e segreti custoditi in ville abbandonate.
Pip: Un romanzo che parla di libri dimenticati e continua a non essere dimenticato. C'è qualcosa di circolare in questo.
Mara: Sul fronte della storia vera che supera la finzione, Il carro armato di Assaf Inbari ricostruisce un episodio della guerra del 1948 in Israele: cinque uomini rivendicano di aver fermato l'avanzata siriana a Degania, ognuno con una versione convincente. Marco Grando lo segnala come uno spaccato tristemente attuale sulla complessità della memoria collettiva.
Pip: La verità eroica, a quanto pare, è raramente singolare.
Mara: E poi c'è Una notte a casa Leopardi di Francesco Fabretti, segnalato da Lorenza Rappoldi, che descrive l'autore come una guida capace di adattarsi a turisti, studenti, gruppi diversissimi, con trent'anni di frequentazione di Casa Leopardi alle spalle. Un libro che all'inizio può disorientare per la sua struttura, ma che poi cattura.
Pip: Infine Anche se proibito di Giulio Ravizza, ispirato alla storia vera di Igor Savitsky, l'uomo che nell'Unione Sovietica di Brežnev salvò ottantamila opere d'arte proibita nascondendole nel deserto del Karakalpakstan. La segnalazione arriva da MariaGrazia Innecco, che ad aprile partirà davvero per quel deserto.
Mara: Libri che aprono viaggi, fisici o mentali. È la cosa che questo sito fa meglio.
Pip: Cinema, pittura, romanzi: tutto ruota attorno alla stessa domanda — cosa facciamo con le storie che riceviamo in eredità?
Mara: Nolan le riscrive, Cima le rovescia, i lettori le passano di mano in mano. La settimana prossima vedremo cosa arriva.
