Da Alessandra Andrenacci riceviamo la recensione de Il quaderno del destino di Martina Dei Cas.

Il quaderno del destino era già stato segnalato da Lorena Tessanti, così come un altro romanzo (Cacao amaro) di Martina Dei Cas, tra l’altro vincitrice di Prima i Lettori molti anni fa, era stato letto e segnalato da altri lettori e lettrici (Natascia Contino, Massimiliano Crispino e Gina Watson). Ora Alessandra Andrenacci ce ne manda la recensione. Eccola.


Prima di iniziare voglio fare i complimenti all’autrice per i suoi traguardi raggiunti fin qui, perché essendo così giovane ce ne saranno sicuramente degli altri.
Complimenti per la sua scorrevole scrittura che si trova nei suoi libri, alcuni vincitori di concorsi letterari. Complimenti per la sua Laurea in Giurisprudenza ad indirizzo Europeo e Transazionale. E congratulazioni per il titolo di Alfiere del Lavoro di cui viene insignita dal Presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano.

Questo libro Il quaderno del destino ci porta nel Centro America, precisamente in Nicaragua, tra l’oceano Pacifico e il Mar Dei Caraibi, in una natura incontaminata tra laghi, vulcani e splendide spiagge. Ci si potrebbe fare una vacanza da sogno. L’autrice ci parla di tutt’altro però, ma senza tralasciare i sogni.

Il libro mi ha conquistata subito, perché inizia con un grido e il pestaggio di un piccolo lustrascarpe, di nome Joaquin. Viene afferrato e scaraventato a terra e riempito di calci che arrivano da ogni parte. Si sentono urla e grida, ma nessuno sembra arrivare in sua difesa, anzi qualcuno di proposito alza la radio per non sentire.

Inizia così la modalità narrativa che più mi ha stupita, meravigliata, che è quella di “raccontare “ con le parole delle canzoni. E’ sorprendente come alcune canzoni avessero parole così appropriate e idonee per quelle occasioni che vuole descrivere. Mi chiedo come l’autrice sia riuscita a trovarle. La prima è stata di Chavela Vargas, poi Shakira e Jennifer Lopez , Carlos Vives (che ho ammirato anche nella serie TV Palpito) e inoltre Daddy Yankee famosa pop star, autore di “La Gasolina” famosissimo pezzo.

L’aspetto che mi ha reso più triste è stato vedere tutti questi bambini abbandonati a se stessi, senza più sogni, fragili e soli, con un unico slogan “L’ obbedienza alla gerarchia prima di tutto”.

Ma il destino può cambiare, con un incontro, con impegno e tanto studio, fino a farti diventare in nuovo Darìo Ruben, il Dante Alighieri nicaguarense a cui sono dedicate scuole e biblioteche della città.

Un inno allo studio, quindi, all’istruzione e a inseguire i propri sogni.

E sul finale bisogna preparare i fazzoletti, il saluto momentaneo di Thalia a Brenda non potrà lasciare indifferente nessuno.

In questo momento dal mio cellulare, sintonizzato sulla mia radio preferita, arrivano le note della famosa canzone di Baglioni che dice: “Strada facendo vedrai che non sei più da solo, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore, vedrai più amore vedrai”.

Sono riuscita anche io a trovare una canzone appropriata, come l’autrice: che ve ne pare?

Scriviamo tutti un quaderno del destino, hai visto mai!

Dalla presentazione dell’editore:

Lungo la via dei sogni spezzati si consuma l’infanzia dei bambini del Diablo. Intorno a loro una periferia sofferente, colorata come una giostra e subdola più di un labirinto.
Un destino già scritto per Joaquin e Thalia, se non fosse per un misterioso quaderno rosso e per la tenacia di donna Brenda, pronta a nascondersi nelle foreste del Nord pur di tenerli al sicuro, anche a costo di affrontare rancori antichi quanto la guerra civile.
A fare da cornice un Nicaragua popolato da bande senza scrupoli ed eroi per nulla straordinari, in mezzo a una natura mozzafiato, tra cascate e miniere d’oro.
Una struggente storia d’amicizia, perdono e riscatto, senza tempo né latitudine, intrisa di polvere, caffè e umanità. L’irresistibile richiamo di un passato oscuro che sembra non lasciare scampo e di un futuro che farà di tutto per essere riscritto.