Sandro: Prima i Lettori, dove i libri arrivano dai lettori stessi — e questa settimana ce ne sono di ogni tipo, dai pirati adolescenti ai robot solari, passando per i bestseller di Chiavari e un frate francescano che fa ridere Dio.

Stefania: Esatto. Prima i Lettori raccoglie segnalazioni di narrativa per ragazzi e adulti, riflessioni su uomo e tecnologia, e uno sguardo su cinema e classifiche librarie. Partiamo dalla narrativa.

Narrativa tra avventura, mistero e Venezia

Sandro: Questo segmento mette sul tavolo tre libri molto diversi per tono e destinatario, ma con un filo comune: tutti e tre fanno una promessa al lettore sul ritmo, e almeno uno di loro non la mantiene del tutto.

Stefania: Partiamo da Roki aspirante pirata di A. Incerti, edito da Pav edizioni, segnalato da Alessia Romagnoli, che scrive: “Lo vorrei consigliare perché è una lettura leggera adatta ai ragazzi ma anche agli adulti perché la trama è coinvolgente e il finale assolutamente a sorpresa.”

Pip: Quindi scrittura scanzonata, tensione bilanciata con leggerezza, illustrazioni che completano il lavoro. È il tipo di libro che fa quello che dice sulla copertina.

Stefania: Tutt’altra storia con L’ultimo turno di C. Pavone. Il giudizio è netto: le prime trecentocinquanta pagine sono una descrizione moralistica della upper class di New York, e il consiglio esplicito è di saltarle e iniziare direttamente dalla Quarta parte, a pagina trecentoquarantatré.

Sandro: Trecentocinquanta pagine da saltare, trentuno persone ringraziate nell’apparato finale. La matematica editoriale di questo libro è affascinante.

Stefania: Le ultime cento pagine vengono però salvate: ritmo serrato, capitoli brevi, fatti che finalmente accadono. E la copertina promette un giallo — avvertimento: di giallo non c’è nulla.

Stefania: Poi c’è La porta che non dovevo aprire di S. Zanninello, segnalato da Anna Rossetto: un romanzo scritto nel 2006 da un’autrice diciottenne, ambientato a Venezia, dove realtà e fantasia si intrecciano attorno a una protagonista adolescente che scopre un varco verso una dimensione parallela.

Sandro: Venezia, un passaggio segreto, i primi amori e una rigida educazione religiosa. È un romanzo che viene dal cuore, e si sente.

Stefania: Anna cita proprio questo: “Venezia si stava svegliando con il rumore dei carretti dei netturbini sui ponti — sembrava respirare in modo diverso, più largo, quasi sospeso.” Un libro consigliato a un pubblico adulto, nonostante la giovane voce narrante.

Sandro: Dalla narrativa alle domande più grandi — cosa significa essere umani quando le macchine ci superano.

Uomo, macchine e il peso del tempo

Stefania: Questo segmento mette a confronto tre libri che affrontano, ciascuno a modo suo, il rapporto tra l’essere umano e qualcosa che lo oltrepassa: la tecnologia, la filosofia, l’intelligenza artificiale.

Sandro: Klara e il sole di Kazuo Ishiguro, premio Nobel, arriva con la segnalazione di Chiara Manni, che scrive: “Riflessione profonda su senso dell’umano e intelligenza artificiale. Attualissimo.”

Stefania: Il romanzo è narrato da Klara, un androide B2 ad alimentazione solare che aspetta in vetrina di essere scelta da un bambino. Osserva il mondo con curiosità ingenua, impara le mille stanze del cuore umano, e quando la sua piccola Josie si ammala, è pronta a qualsiasi sacrificio — “come se anima e corpo avesse.”

Sandro: Un robot che capisce l’amore meglio di molti umani. La domanda che resta è se sia una storia confortante o inquietante.

Stefania: L’uomo è antiquato di Günther Anders, segnalato da Marco Grando, risponde in anticipo: pubblicato nel 1956, analizza la vergogna prometeica, cioè il senso di inferiorità dell’uomo rispetto alle macchine che ha creato — più efficienti, riproducibili, quasi eterne.

Sandro: Anders nel 1956 descriveva già la nostra dipendenza dagli schermi. Profetico è dire poco.

Stefania: Chiude il segmento Alice nel paese delle idee di Roger-Pol Droit, segnalato da Ramsis Bentivoglio: una ragazza moderna viaggia nel tempo per incontrare i grandi filosofi della storia, da Socrate a Confucio. Consigliato dai dodici ai novantanove anni — il che copre quasi tutto.

Sandro: Dai grandi interrogativi dell’anima alle classifiche di ottobre e a un frate che fa ridere Dio.

Bestseller in libreria e un film da non perdere

Stefania: La libreria La Zafra di Chiavari pubblica ogni mese i dieci titoli più venduti, e Paolo Bonini li manda puntualmente. In testa a ottobre c’è Non chiamarmi Cenerentola di Paola Servente, seguita da titoli come L’inganno francese di Grisham e Quando l’Italia rinacque di Cazzullo.

Sandro: Una classifica che va da Grisham a D’Alema, con Francesco che inventa il presepe nel mezzo. Chiavari non si fa mancare nulla.

Stefania: Sul fronte cinema, Dio ride di Giovanni Veronesi è tutt’altro che il film leggero che qualcuno si aspettava. Favino interpreta Frate Leopoldo con quello che viene definito un magistrale equilibrio tra semplicità e profondità spirituale, in netto contrasto con una gerarchia ecclesiastica terrorizzante.

Sandro: Vale il biglietto — ma controllate il volume in sala prima di sedervi.


Stefania: Questa settimana i libri parlano di macchine che imparano ad amare, di uomini che si sentono antiquati, e di ragazze che cercano porte verso altri mondi.

Sandro: E nel mezzo, un frate francescano che ride di Dio. La prossima settimana vediamo cosa arriva dai lettori.