Me lo hanno regalato. Peraltro qui Paolo Pisoni ne parlava molto bene, denunciando una certa difficoltà di avvio nella lettura. E Gabriella Ventura mi scriveva dicendo che la Gabanelli ne aveva parlato molto bene.
Quindi via con la lettura.
Sono a pagina 130 circa sulle 400 e passa del totalone. Trovo anche io difficoltà, non tanto come diceva Paolo per il continuo saltare, di capitolo in capitolo, da un personaggio all’altro, quanto per un diffuso (continuo, mi verrebbe da dire) giudizio morale che l’autore dà dei suoi personaggi, o, meglio, di alcuni dei suoi personaggi: quelli sfacciatamente ricchi.
Il marito della protagonista, si dice, ha fatto i soldi cavalcando la finanza e oscuri contratti con il Pentagono e industrie belliche varie. Pavone lo vuol far risultare antipatico e anzi di più: il cattivo di molte sceneggiature statunitensi.
Le amiche della moglie e la moglie stessa sono descritte e implicitamente criticate con frasi come questa: “… Non possedeva borse che costassero meno di cinquemila dollari…”
La descrizione delle convinzioni Woke (quelle Maga finora non le ho trovate) è più caricaturale che altro.
Una volta, almeno nella cultura letteraria europea, si diceva: descrivi i fatti, non giudicarli. Qui è tutto il contrario.
Peraltro il giallo, perché come giallo viene proposto, per ora latita.
Faticoso.
Chi l’ha letto (oltre a Paolo)? Cosa ne pensate?

