Ieri sera abbiamo assistito nell’ambito della programmazione di Portiamo il teatro a casa tua allo spettacolo scritto e interpretato, tra gli altri, da Giovanni Boano.

Molto bello e coinvolgente.

Bravissimi gli attori (oltre a Giovanni) Nadia del Frate e Fabrizio Kofler

La storia, mi ha poi raccontato Giovanni (la caratteristica di Portiamo il teatro a casa tua è che dopo lo spettacolo c’è sempre un momento di convivialità durante il quale è possibile chiacchierare o discutere con regista e attori), è nata da un viaggio in treno durante il quale la presenza forte dello scompartimento era stata quella di una anziana signora completamente confusa accompagnata da un figlio ad una visita.

Il testo, infatti, è proprio questo e affronta con grande maestria un tema che “piove” sempre più spesso nelle nostre famiglie: che fare dei genitori anziani che progressivamente perdono le loro facoltà mentali?

I dialoghi tra figlio (Kofler) e madre (Del Frate) sono essenziali ed efficaci. I monologhi anche. Il confronto e la discussione con il neurologo (Boano) reali.

Eppure, nonostante una materia tanto incandescente in chiave emotiva per molti di noi, il testo rimane su un registro che non può che dirsi lieve, leggero, alternando il sorriso e il riso della anziana alla commozione del figlio, i ricordi che faticosamente appaiono ad una leggerezza autoimposta di chi deve assistere una persona confusa,

Ovviamente molto è grazie ad una regia di Claudio Intropido puntuale e precisa e alla interpretazione dei due principali protagonisti, con la Del Frate che ride spensierata, canta, intermezza il napoletano, si immagina treni e viaggi mai davvero vissuti e Kofler che trattiene la commozione e cerca (e riesce) a rassicurare la madre.

Bello. Vale il biglietto.