Marco Grando ci segnala il secondo romanzo pubblicato da Assaf Inbari, scrittore e giornalista israeliano.

A questo proposito Marco ci scrive: “Chi e’ stato l’autore del gesto eroico che nella guerra del 48 riesce a respingere l’avanzata carrista siriana in un kibbuz israeliano? Anni dopo nel 1973 durante la guerra tra Egitto e Israele detta dello Yom Kippur, la tesi ufficiale secondo cui l’eroe capace di fermare i siriani sarebbe stato Shalom Hochbaum, vacilla….altri quattro uomini sostengono di aver compiuto il gesto eroico e ognuno pare convincente. Uno spaccato, tristemente attuale, sulla realtà israeliana perennemente in guerra, ma soprattutto un grande insegnamento sul dover dislocare lo sguardo sulla realtà che è sempre più complessa e articolata di quanto sembri.

Dalla presentazione dell’editore:

C’è un vecchio carro armato arrugginito all’ingresso di Degania Alef, un kibbutz sulle sponde del lago di Tiberiade. È stato lasciato lì a perenne memoria di un momento cruciale della storia di Israele. Nel 1948, durante la Guerra d’Indipendenza, quando l’esercito siriano invase la Valle del Giordano intenzionato ad annientare la presenza ebraica in Palestina, Shalom Hochbaum, un membro di Degania, scagliò coraggiosamente una bomba molotov contro il carro armato, fermandone l’avanzata. L’impavida azione di Hochbaum spaventò talmente i siriani a bordo degli altri cingolati da convincerli ad arretrare. Questa è la narrazione ufficiale che per anni è stata raccontata ad ogni studente, turista o semplice visitatore del Kibbutz. Il problema è che Assaf Inbari ha scoperto che ci sono altri quattro uomini che sostengono di aver fermato il carro armato siriano a Degania, e ognuno sembra avere una versione convincente. Chi sta mentendo e perché? Assaf Inbari ricostruisce le vite di questi cinque sedicenti eroi, ne rievoca carriere e vicissitudini, ne svela aspirazioni e disincanti, prodezze e miserie. Il grande narratore di Verso casa torna a raccontare Israele in un libro che partendo da un rottame di ferro abbandonato ai margini di un kibbutz della Galilea riesce a parlare al mondo intero.