Da Marco Grando riceviamo T. Wieringa, Santa Rita

Marco ci scrive: “Nell’Olanda rurale degli anni ’70 un ragazzo cresciuto troppo solo ha come unici punti di riferimento un amico droghiere e una prostituta…. Il mondo degli ultimi, senza riferimenti culturali cui ancorarsi difronte all’ avanzare del consumismo dilagante, dove cova il rancore dei nostri giorni.”


“L’opinione generale era che Aloïs Krüzen, che era riuscito a sedurre sua moglie solo grazie alla sicurezza garantita da un impiego statale, con il russo si fosse messo in casa il suo cavallo di Troia. Nessuno lo mise in guardia, Tutti stettero a guardare, in attesa. Di alcune cose l’epilogo è chiaro fin dall’inizio, eppure si rimane a guardare, solo perché si vuole vedere come si compirà.”

Dalla presentazione dell’editore:

Agosto 1975. Turbando la tranquilla, secolare vita rurale di un paesino della pianura olandese, un piccolo aereo si schianta su un campo di mais dietro la casa di Aloïs e Alice Krüzen. A bordo c’è un russo in fuga dall’Unione Sovietica. Agonizzante ma vivo, il pilota è accudito dai Krüzen, ma non appena si rimette in piedi se ne va con Alice per mano: Aloïs e il figlio Paul, di otto anni, restano soli. Passa il tempo ma Paul, ormai cinquantenne, è ancora tormentato dal ricordo di quel russo caduto dal cielo che gli ha portato via la madre. La sua esistenza si sta consumando tra la casa in cui vive con il padre, la stalla adibita a magazzino per il suo commercio di cimeli militari, il bar del posto di nuova gestione cinese e il bordello del sinistro Steggink appena oltre il confine tedesco. Qui, ad aspettarlo, ci sono sempre le consolazioni dell’amore a pagamento della «materna Rita», che come lui porta al collo una medaglietta della santa sua omonima, patrona delle cause perse. Unico vero amico di Paul è Hedwiges, un’altra anima grigia che per vivere manda avanti l’anacronistica drogheria di famiglia e che una volta all’anno lo accompagna in vacanza in un qualche paradiso della prostituzione. E quando Hedwiges e Rita, gli unici punti fermi di Paul, gli vengono tolti, il precario equilibrio si spezza e la rabbia esplode. Con la sensualità della sua prosa, e uno sguardo amaro ma capace di totale empatia, Tommy Wieringa ci sprofonda nella provincia degli ultimi, dove la modernità arriva sotto forma di nuovissimi smartphone e di cinesi senza radici che oggi gestiscono un bar e domani chissà, dove la forza dei desideri indotti è inversamente proporzionale alla possibilità di realizzarli. Il luogo dove cova il rancore del nostro vivere contemporaneo.