Da Lorenza Rappoldi riceviamo Simonetta Agnello Hornby, Un filo d’olio, Sellerio editore Palermo.

Lorenza ci scrive “Bellissimi ricordi di estati passate in campagna, una famiglia interessante, tanti amici. Un filo conduttore: la cucina, la preparazione di cibi, gli ingredienti, le ricette. E tante foto molto belle.”

“Pasto leggero ma importante, l’unico in cui avessimo diritto di scelta, la nostra merenda era semplice e consisteva di pane con due diversi tipi di companatico: quello di casa e quello dell’orto. Se non volevamo i tradizionali pane e olio, pane e zucchero, pane e burro, pane burro e sale, pane bagnato e imbevuto di limone, pane burro e zucchero, pane burro e miele, pane e acciuga, pane e cotognata, il pane della merenda potevamo infatti conzarcelo nell’orto: ciascuno di noi si portava un coppitello di sale preparato da Caterina in cui intingere la punta di un cetriolo, un pomodoro o un peperone raccolto direttamente dalla pianta e poi lo mordicchiavamo accompagnato dal pane.” (Giochi di gruppo: merende, scavi e bersaglieri)

 

Dalla presentazione dell’editore:

«Da anni desideravo trascrivere le ricette dei dolci di nonna Maria, annotate da lei in un quadernetto con le pagine numerate e corredato di indice, un libro vero e proprio. Avevo in mente un lavoro a quattro mani con mia sorella Chiara; nonostante da quarant’anni viviamo in isole diverse, ogni estate ci ritroviamo a Mosè – la nostra campagna – e cuciniamo ancora come ci hanno insegnato mamma e zia Teresa.[…] L’idea era quella di far rivivere la cultura della tavola di casa nostra attraverso le sue ricette, fotografie d’epoca e alcune pagine “narrative” per le quali avrei attinto ai nostri ricordi e ai racconti di mamma».
Le ricette qui raccolte sono quelle degli anni e delle villeggiature delle due sorelle. E dalle pagine del ricettario familiare, limate dall’uso e dagli aneddoti, riaffiora tutto un mondo perduto di personaggi, di atmosfere e di sensazioni, i molti fantasmi benevoli che affollavano i giorni assolati di due bambine, in una grande casa padronale di metà Novecento.
Tra i sapori e profumi delle ricette di casa Agnello ci sono quelli, mai nostalgici ma sempre intensi e fragranti, del tempo trascorso a cui il talento della scrittrice dona il gusto dell’eterno presente della vita.