Gabriella Ventura ci segnala Trieste è un’altra di Pietro Spirito, Mauro Pagliai Editore.

Gabriella ci scrive: “Ancora avvolta dallo “spirito” triestino segnalo un altro libro di scoperta della città e della sua storia, appartenente a una collana di ‘non guide’ ”

“..Oggi la stazione ferroviaria di Rozzol-Montebello, l’unica rimasta dove i cartelli e gli arredi parlano ancora la voce dell’antico impero, non è più una stazione. ….. La stazione, con la sua facciata in pietra arenaria, compare in fondo alla strada distaccata e dignitosa come un’anziana signora. La stessa che in questo momento si affaccia a una finestra del pianterreno…. Si chiama Loredana Stefanucci, ha 74 anni e abita uno dei locali della stazione.  Ogni mattina Loredana si alza e si prende cura del suo privato scalo ferroviario. Non ha importanza se ormai da decenni i treni non si fermano più… L’importante è tenere tutto in ordine. ….  Loredana abita qui da quando, nel 1968, suo marito ferroviere fu travolto e ucciso da un treno in manovra nella stazione della frazione carsica di Opicina. Le Ferrovie dello Stato le assegnarono un appartamento dello scalo di Rozzol e da allora, ogni giorno, Loredana si occupa di quanto serve: spazza la pensilina, lucida i cartelli, lava i pavimenti della sala d’aspetto e della biglietteria.  ….”

Dalla presentazione dell’editore:

Un reportage narrativo nei luoghi simbolo di Trieste. Dal Porto Vecchio all’Hotel Balkan, dal Molo Audace al cimitero di Sant’Anna, un viaggio in dieci tappe dentro la città di Svevo e Saba, eterna terra di frontiera sempre in bilico tra un passato mitizzato e un presente immobile. L’autore descrive in prima persona il suo percorso in motocicletta attraverso zone sconosciute ai turisti e a volte anche agli stessi triestini, ricostruendo attraverso le testimonianze e i ritratti di numerosi personaggi la storia moderna della città.