Da Gabriella Ventura riceviamo M. Yourcenar, Il colpo di grazia, Feltrinelli,

“…Chi pretenda di ricordare tutta una conversazione parola per parola, mi è sempre sembrato un bugiardo o un mitomane. A me non ne restano mai che frammenti, un testo pieno di lacune, simile a un documento corroso dai tarli. Le mie stesse parole io non le capisco più, nemmeno nell’istante in cui le pronuncio. Quanto a quelle del mio interlocutore, esse mi sfuggono, e io non ricordo che il movimento di una bocca a portata delle mie labbra. ….”

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Dalla presentazione dell’editore:

Scritto tra Capri e Sorrento nel 1938, Il colpo di grazia evoca un episodio di guerra civile avvenuto in Curlandia all’epoca dei putsch tedeschi contro il regime bolscevico, intorno al 1919-21. E’ una vicenda autentica, riferita all’autrice da un intimo amico del protagonista maschile. Romanzo di sottile, sconcertante ambiguità, Il colpo di grazia chiama il lettore a collaborare per sottrarre gli avvenimenti narrati da Eric von Lhomond, e specialmente l’immagine che egli propone di sé, a una deformazione che s’inscrive interamente nei rapporti complicati dell’amore e dell’odio. Eric è un aristocratico che patisce la sconfitta della Germania come il crollo del mondo materiale e ideologico in cui si è formato: non gli resta che difendere il castello in cui vive con un amico, Conrad de Reval, e la sorella di questi, Sophie. Il dramma che si svolge fra i tre personaggi, e che si concluderà con un evento tragico dovuto alla ferocia delle guerre partigiane, ricalca l’aneddoto della donna che si offre e dell’uomo che si nega per attaccamento all’amico. Ma il tema centrale del libro è la solidarietà di destino tra esseri sottoposti alle stesse privazioni e agli stessi pericoli, un’intimità e somiglianza più forti dei conflitti della passione carnale o della fedeltà politiche, più forti persino dei rancori del desiderio frustrato o della vanità ferita.

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