Martedì sera siamo andati a sentire al Conservatorio di Milano il concerto del Marco Mezquida trio e dell’orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano
Il titolo del concerto era anche il suo programma, tutto (quasi) centrato su una rivisitazione della musica di Gershwin unita, nella parte finale, ad una commistione con alcuni dei brani più famosi dei Queen.
A impreziosire la seconda parte del concerto la voce Badrya Razem, mezzosoprano specializzata in musica Jazz,
Il concerto è stato coinvolgente e le capacità tecniche di Mezquida si sono dimostrate strabilianti, anche se devo confessare di aver trovato le variazioni su Rapsodia in blu un po’ troppo insistite. Il celeberrimo brano di Gershwin (che già nella sua versione originale che è stata ovviamente eseguita dura circa 15 minuti) è stato, infatti oggetto di numerosissime variazioni sia coinvolgendo il trio che l’orchestra oppure con brani a solo e le variazioni sono state tanto numerose che personalmente all’ennesima volta che risentivo le stupende note della Rapsodia mi è venuto in mente un noto detto ligure che qui non ripeterò.
Bella serata comunque. Unica pecca, oltre alla numerosità delle variazioni e in buona parte dovuta proprio a quella: tenere l’orchestra in piedi tutto quel tempo ad ascoltare le prodezze di Mezquida accumunava tutti quei giovani orchestrali a noi pubblico. Peccato noi fossimo comodamente seduti e loro in piedi con i loro strumenti. Vederli ballonzolare sulle gambe per cercare di non farsi prendere dai crampi è stata per me una sofferenza.
Bravi tutti, comunque. Bella serata, dicevo.
Un’ultima notazione a favore dell’orchestra e del suo direttore: bravi, bravi, bravi. Puntuali e precisi nella esecuzione ben diretta e ben eseguita.

