Da Paolo Coletti riceviamo W.G. Sebald, Vertigini.

A questo proposito Paolo ci scrive: “Segnalo questa serie di quattro racconti in cui l’argomento dominante è il viaggio, unito a vicende di scrittori famosi, nonchè dello stesso autore , attraverso diversi paesi europei e del nord Italia.”


“A quel tempo – si era nell’ottobre del 1980 – avevo lasciato l’Inghilterra, dove vivevo ormai da quasi venticinque anni in una contea per lo più gravata da una cappa di nuvole grigie, ed ero partito per Vienna nella speranza che, sotto nuovi cieli, sarei riuscito a superare un periodo piuttosto difficile della mia vita.”

Dalla presentazione dell’editore:

Spartito in quattro racconti, Vertigini è un libro in cui domina il tema del viaggio: un errare che ha per protagonisti non solo il narratore nelle sue lunghe peregrinazioni fra Vienna, Venezia, Verona, il lago di Garda e i luoghi dell’infanzia nelle Alpi bavaresi, ma anche scrittori come Stendhal, Casanova e Kafka, ritratti durante i loro soggiorni in Italia. Stazioni ferroviarie e camere d’albergo, fughe di case e alberi dietro i finestrini di un treno o di una corriera, compagni di viaggio che paiono minacciose reincarnazioni di personaggi storici, estenuanti itinerari cittadini con lo zaino in spalla, oblio di sé e gioie dell’autodegradazione scandiscono questi percorsi nello spazio e nel tempo: percorsi interiori, alle radici della malinconia e del ricordo, cui solo la scrittura può restituire vita. I grandi del passato e la folla anonima di oggi, i sogni a occhi aperti e gli incubi notturni, i vivi e i morti si ritrovano nel grande lago della memoria: insieme si salvano ma soprattutto soccombono, come lascia intendere la visione apocalittica finale, dove a un gigantesco, divorante incendio segue una fitta pioggia di cenere. È un amalgama di elementi che solo a Sebald poteva riuscire – e nella sua prosa ipnotica acquista un fascino al tempo stesso penetrante e avvolgente.