Da Marco Grando riceviamo J. Saucier, Piovevano uccelli.

Per presentarlo Marco ci scrive: “Nel grande nord canadese tre ottantenni decidono di vivere l’ultima parte della vita fuori da ogni contesto sociale, ma la vita riserva loro una sorpresa che, per un certo verso, li riconciliera’ con un nuovo senso di comunità.


“Gli occhi sono la parte del corpo più importante nei vecchi. La carne si è distaccata, afflosciata, ammassata in grumi screpolati intorno alla bocca, agli occhi, al naso, alle orecchie. Un viso devastato, illeggibile. Non puoi sapere niente di un vecchio se non vai ai suoi occhi, sono loro a conservare la storia della sua vita.”

Dalla presentazione dell’editore:

Primo libro canadese della storia di Iperborea e bestseller internazionale con più di 350mila copie vendute, Piovevano uccelli è una sorprendente meditazione sulla libertà, sulla vecchiaia e sull’autodeterminazione, un romanzo in cui l’emozione, cruda e vivace, scaturisce da ogni pagina.

Tre ottantenni che amano la libertà hanno scelto di vivere gli ultimi anni a modo loro, quasi senza contatti con la società, ciascuno nella propria capanna di legno nel folto della foresta canadese dell’Ontario settentrionale: Charlie, che ha rifiutato un destino di cure ospedaliere, Tom, che ha voltato le spalle a una vita dissoluta tra alcolismo e assistenti sociali, e Boychuck, taciturno e dall’oscuro passato. Unico contatto con il mondo esterno sono due personaggi ai margini della società: Steve, gestore di un albergo fantasma nella foresta, e Bruno, intraprendente coltivatore di marijuana. La visita di una fotografa sulle tracce degli ultimi sopravvissuti ai Grandi Incendi che hanno devastato la regione quasi un secolo prima sembra solo una breve parentesi nel loro isolamento, ma quando un’altra donna, fuggita dall’ospedale psichiatrico, arriva in quell’angolo sperduto del mondo, niente sarà più come prima: con l’aiuto dei suoi nuovi amici, l’anziana Marie-Desneige, un essere etereo e delicato che custodisce il segreto di amori impossibili, riuscirà a riprendere in mano la sua vita e a cambiare per sempre le regole di quella piccola e insolita compagnia. Il cauto, rigoroso rispetto degli spazi di ciascuno lascia il posto a un nuovo senso di comunità, a una condivisione delle emozioni e degli affetti che solo chi ha a lungo vissuto e sofferto può esprimere nella loro pienezza. Sullo sfondo silenzioso dei grandi spazi del Nord canadese, tra drammi del passato e nuove tenerezze del presente, Piovevano uccelli costruisce una storia luminosa di dignità e sopravvivenza, innalzando un inno alla libertà, fosse anche quella di ritirarsi dal mondo e scegliersi un’altra vita o quella di morire.