Da Gabriella Ventura riceviamo J.C. Izzo, Il sole dei morenti, E/O.

“..Come dirle quello che provava? Quell’emozione che sentiva dentro, in fondo a se stesso. Rico non sapeva più niente di tutte quelle cose che hanno a che fare con i sentimenti. Le parole, parole d’amore, i ti amo e tutte quelle altre fasi sdolcinate e puerili che si dicono quando si è innamorati avevano poco a poco perso consistenza. Evocavano ormai soltanto dei ricordi. Dei brandelli di ricordi. La loro sostanza, la carne di tutte quelle parole d’amore si era putrefatta nel corso degli anni. Dei brandelli di ricordi. Che significava amare senza i baci, senza le carezze, senza il piacere reciproco che uomo e donna si offrono fino a sfinirsi, fino a quel limite estremo, segreto, ultimo, in cui la parola si annulla in un grido e solo le lacrime parlano? “Non sappiamo più piangere di felicità” aveva mormorato Julie l’ultima notte che avevano trascorso insieme. …”

 

 

Dalla presentazione di Gabriella: “Izzo ha molto a che fare coi dolori della vita, molto umano e tenero, ma disperato.”

Dalla presentazione dell’editore:

Dopo il successo travolgente della trilogia dei noir marsigliesi – Casino totaleChourmoSolea – Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto “nero”, altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell’alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l’amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

 

 

 

 

 

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