Da Marco Grando riceviamo J.C. Jens Grøndahl, Spesso sono felice, Feltrinelli.

“Per chi non è innamorato può essere difficile capire quanto poco gli amanti si curino del futuro e degli altri. Sono circonfusi della loro felicità, che si irradia tutt’intorno. Quell’istante non vuole cedere al successivo, né a quello dopo ancora. Sono fin troppo presi l’una dal viso e dal corpo dell’altro e da quella strana gelosia, che ricordo vagamente a mia volta, benché sia trascorso parecchio tempo da quando sono stata innamorata. …”

 

 

 

 

Dalla presentazione dell’editore:

Può una donna decidere di cambiare vita a settant’anni? Secondo Ellinor, sì. Anche se ha sempre lasciato che fossero le circostanze a scegliere per lei, appena rimasta vedova abbandona gli agi di un quartiere di lusso di Copenaghen per tornare in quello operaio dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Il quartiere è cambiato: adesso ci sono prostitute, pusher e hipster, ma a lei non importa, le basta solo che dalle finestre della sua nuova casa si veda il portone di quella dove ha vissuto da bambina.
In una lunga lettera alla sua migliore amica morta tanti anni prima, Ellinor fa il bilancio della propria vita, segnata da inganni e tradimenti, da dolori e lutti e da un grande, terribile segreto.
Con una scrittura incisiva ed elegante, Jens Christian Grøndahl scava nel profondo dell’animo femminile restituendoci, attraverso l’appassionante ritratto di una donna al di fuori dagli schemi, un affresco della borghesia di oggi.

Il ritratto di un matrimonio, un libro sull’amore e sulle relazioni famigliari. Il ritorno in grande stile di uno dei migliori autori europei contemporanei.

 

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