Da Alfonsa Casciaro, nostra nuova amica di penna, riceviamo A. Oz, Contro il fanatismo.

“Del resto, sono ben io mi alzo ogni mattina, faccio una piccola passeggiata nel deserto, prendo una tazza di caffé, mi siedo alla scrivania e comincio a domandarmi: <<Come mi sentirei se fossi lei? Come deve essere stare dentro la sua pelle?>> – questo è ciò che devi fare se vuoi scrivere anche il più semplice dei dialoghi: devi spartire non soltanto la tua fedeltà, ma persino i tuoi sentimenti fra diversi personaggi.”

Dalla presentazione dell’editore:

“Come curare un fanatico? Inseguire un pugno di fanatici su per le montagne dell’Afganistan è una cosa. Lottare contro il fanatismo è un’altra. Completamente diversa. L’attuale crisi mondiale in Medio Oriente o in Israele/Palestina non discende dai valori dell’Islam. Non è da imputarsi, come dicono certi razzisti, alla mentalità araba. Assolutamente no. Ha invece a che fare con l’antica lotta fra fanatismo e pragmatismo. Fra fanatismo e pluralismo. Fra fanatismo e tolleranza.
Il fanatismo nasce molto prima dell’Islam, del cristianesimo, del giudaismo. Viene prima di qualsiasi stato, governo o sistema politico. Viene prima di qualsiasi ideologia o credo. Disgraziatamente, il fanatismo è una componente sempre presente nella natura umana, è, se così si può dire, un gene del male.”
Amos Oz

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