Da Gabriella Ventura riceviamo: Avevo letto “Il diario di Anna Frank” e “Se questo è un uomo”, ma mai “La notte” di cui, confesso, ignoravo l’esistenza. Autobiografico come gli altri due. Scoperto a seguito  della scomparsa di Wiesel lo scorso luglio. E. Wiesel, La Notte, La Giuntina.

“… Le ore passavano. I nostri occhi erano stanchi di scrutare l’orizzonte per vedere apparire il treno liberatore. Non arrivò che la sera tardi. Un treno infinitamente lungo, formato di carri bestiame, senza tetto. Le SS ci spinsero dentro, un centinaio per carro: eravamo così magri! Finito che ebbero di caricarci, il convoglio si mise in moto….”

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Dalla presentazione della casa editrice:

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (…) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all’Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell’anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? ( dalla Prefazione di F. Mauriac)

 

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