Da Antonio Gaveglio riceviamo G. Bassani, Le ultime ore di Clelia Trotti, Mondadori.

“A definirlo consolante, il vasto complesso architettonico del Camposanto Comunale di Ferrara, così come si presenta alla vista di chi riesce dall’angusta via Borso nell’immensa piazza della Certosa, c’è rischio, lo comprendo bene, di farsi ridere in faccia, o di guadagnarsi alla peggio qualche brutta qualifica!”
trotti
Dalla presentazione dell’editore:
“Ebbene, chi poteva mai essere se non Clelia Trotti la persona venuta ad aprire? Era certo lei. Non poteva essere che lei la donnetta risecchita e trasandata, la specie di beghina di cui parlava la gente! Per sincerarsene bastava guardarle gli occhi. Erano tuttora gli occhi stupendi della libera, ardita fanciulla emula di Anna Kuliscioff, dell’impetuosa eroina della classe operaia.” Clelia Trotti è la maestra più conosciuta di Ferrara, impegnata politicamente, apertamente socialista. Per questo motivo, è anche stata in prigione e al confino. Un giovane insegnante, Bruno Lattes, anche se non sposa le sue idee politiche, farà di tutto per conoscerla: diventeranno amici, condividendo progetti e paure per il futuro incombente. Tratto da “Cinque storie ferraresi” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 87.387
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