Da Lorenza Rappoldi riceviamo Elizabeth Winder, LA GRANDE ESTATE – Sylvia Plath a New York, 1953, Guanda

“E’ il 31 maggio del 1953 quando una emozionata Sylvia Plath, appena ventenne, sbarca nella Grande Mela. Bionda, abbronzata, tiene fra le mani una valigia, frutto dello studio accurato di mesi: due tubini neri, una camicia da notte, due pigiami blu, e poi camicie, calze di nylon, una borsetta rossa con scarpe coordinate, un rossetto rosso … e il biglietto che l’ha portata da Wellesley, Massachusetts, a New York. Ha vinto una borsa di studio di un mese come praticante nella redazione di Mademoiselle. (dalla presentazione)

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Essere una delle venti vincitrici in tutti gli Stati Uniti di questo mese a New York è un sogno, l’opportunità di un’esperienza lavorativa inestimabile, e mi sento come una Cenerentola del college la cui fata madrina sia improvvisamente saltata fuori dalla cassetta della posta per dirle: “Qual è il tuo primo desiderio?”, e io, Cenerentola, ho risposto: “New York” e lei ha ammiccato, ha agitato il bastone da passeggio e ha detto: “Desiderio esaudito”. Sylvia Plath, Letters Home: Correspondence, 1950-1962

guanda

Dalla presentazione dell’editore:

Il 31 maggio 1953, a soli vent’anni, Sylvia Plath arriva a New York con una borsa di studio per un soggiorno di un mese come redattore inviato dalla rivista Mademoiselle , che aveva pubblicato il suo racconto «Domenica dai Minton». Per la giovane collegiale del New England sono ventisei giorni di sogno, in cui…

 

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