Da Giovanni Achilli riceviamo:
“Sono quiiiii! Papààààà!”
Udire il nome del padre nella sua forma infantile fece lievitare la mia ansia fino a mutarsi in spavento.
Sentirmi chiamare Papà, e da lontano, e in quella esposta porzione del tempo dove la mia infanzia ancora galleggiava, quasi mi atterrì.
Come un’accusa. Un richiamo all’ordine.
Io – non altri – sono quelle due sillabe.
Io sono quello che deve.
Forse non vuole, forse non può, comunque deve.

Da ‘Gli sdraiati’ di Michele Serra
(pag. 106 – Edizioni Feltrinelli – 2014)

sdraiati

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