Pip: Prima i Lettori questa settimana porta pittura noir, romanzi russi e un palazzo egiziano che contiene un'intera nazione — non male per una sola sessione di lettura.
Mara: Esatto. arera ci guida tra una mostra di pittura a Venezia Mestre e due romanzi che esplorano, ciascuno a modo suo, come il potere modella le società — dalla Russia di Putin all'Egitto contemporaneo. Cominciamo dalla mostra.
Noir Time: Pietro Finelli all'M9 di Mestre
Pip: A Venezia Mestre, dal 19 settembre al 15 novembre, l'M9 ospita Noir Time di Pietro Finelli — tele che non illustrano il cinema noir, ma lo riscrivono. La domanda è: cosa significa dipingere un film che non esiste?
Mara: Il comunicato stampa lo dice con precisione: "Le sue tele sono frame di film che non esistono, scene isolate e distillate dal continuum del cinema classico, in particolare quello noir hollywoodiano, e restituite come immagini sospese, cariche di memoria più che di racconto."
Pip: Memoria più che racconto — è una distinzione che conta. Le tele non raccontano una storia, la evocano. E il percorso espositivo è pensato come una mappa libera, da attraversare da flâneur, non da spettatore seduto.
Mara: La mostra mette in dialogo le tele su foglia d'oro degli anni Novanta con i lavori più recenti, ed è accompagnata dalla proiezione di quattro classici: Lang, Preminger, Hitchcock e Ozu. Un calendario di eventi collaterali include visite guidate con Finelli e incontri sulla cronaca nera.
Pip: Dai romanzi russi all'Egitto, il filo conduttore è sempre il potere — e i prossimi due libri lo affrontano senza sconti.
Potere, identità e romanzi che spiegano il presente
Mara: Due romanzi distanti per geografia e per epoca, ma vicini per quello che fanno: usano la narrativa per mostrare come funzionano davvero le società — quella russa degli anni Novanta e quella egiziana contemporanea.
Pip: Il mago del Cremlino di Giuliano da Empoli arriva come regalo di compleanno e si rivela più utile di molti saggi. Il protagonista inventato — un giovane produttore televisivo assunto da Putin come consulente alla comunicazione — è il filtro attraverso cui scorre tutta la storia recente russa.
Mara: E il libro è strutturato per capitoletti sui passaggi chiave di quel periodo, il che lo rende quasi un invito a tornare su Wikipedia a rinfrescare i ricordi. La valutazione è diretta: "la capacità di da Empoli di tenere legato a sé il lettore è notevole."
Pip: Il cuore del libro è la dinamica che portò Putin al potere — e qui la lettura fa scattare qualche riconoscimento scomodo.
Mara: La tesi è che le liberalizzazioni post-muro, gestite sotto influenza americana, produssero caos e la sensazione diffusa di un furto continuo. El'cin, esaurito e non ricandidabile, aprì la porta a un outsider percepito come estraneo al potere. La domanda che pone il testo è esplicita: quella dinamica ricorda qualcosa nella storia europea e italiana recente?
Pip: E poi c'è la strategia dell'azzeramento dell'opposizione — non solo reprimendola, ma finanziando simultaneamente tutti i gruppi anti-liberali, dall'estrema destra all'estrema sinistra, svuotando il campo avversario senza combatterlo direttamente. Un manuale che si legge come attualità.
Mara: Dall'altra parte del Mediterraneo, Palazzo Yacoubian di Alaa Al Aswani — romanzo egiziano del 2002, segnalato da Susanna Bonato — fa qualcosa di simile con la forma del romanzo corale. Un palazzo del Cairo costruito negli anni Trenta diventa il contenitore di un'intera società: il portiere devoto che finisce nelle milizie islamiste, l'aristocratico nostalgico, l'intellettuale gay, l'uomo d'affari senza scrupoli che vuole entrare in politica.
Pip: Ogni personaggio è una sfaccettatura, e insieme compongono un ritratto in cui "la corruzione politica, una certa ricchezza di dubbia origine e l'ipocrisia religiosa sono alleati naturali dell'arroganza dei potenti." Al Aswani, dentista e cofondatore del movimento d'opposizione Kifāya, non scrive da osservatore neutro.
Mara: No. E quella prossimità all'opposizione si sente nella denuncia — esplicita, senza mediazioni — dei costumi politici e dell'estremismo religioso. Due romanzi, due paesi, un solo argomento: come le società cedono al potere e cosa rimane dopo.
Pip: Pittura che ricodifica il cinema, narrativa che ricodifica la storia — in fondo è sempre la stessa operazione: trovare una forma per dire quello che i fatti da soli non riescono a trasmettere.
Mara: E i prossimi appuntamenti ci diranno se il filo continua. A presto.
