Ricevo da MariaGrazia Innecco, fondatrice e anima di Portiamo il teatro accasa tua, questa segnalazione:
“Ciao Sandro! Ed eccoci qui per la terza volta in poco tempo! Il libro di cui parlerò è arrivato in dono a Valeria (da un attore della nostra scuderia) che lo ha letto con grande curiosità e me lo ha consigliato. Ottimo consiglio direi, perché complici le vacanze me lo sono letteralmente divorato… ma non solo: a Pasqua partiremo per andare a visitare il deserto del Karakalpakstan e il museo che Igor il visionario ha lasciato al mondo e che ciascuno di noi ha il compito di fare conoscere a chi non ne ha mai sentito menzione! Quasi tutto vero in queste pagine affascinanti scritte da Giulio Ravizza per Bookabook con una bella armonia stilistica e centinaia di similitudini originali. Forza, leggetelo, che ad aprile si parte tutti insieme. Un abbraccio e buon luglio!”
Dalla presentazione dell’editore:
Igor Vitalyevich Savitsky nasce nel lusso di una famiglia aristocratica della Russia zarista, ma la Rivoluzione d’ottobre capovolge la sua sorte. Fuggito a Mosca in clandestinità, trova rifugio nell’incontro casuale con una ragazza francese, grazie a cui riscopre un legame misterioso con un passato che non riesce a ricordare. Quando la ragazza viene condannata al confino, un’ossessione prende il sopravvento: creare un museo di avanguardie che possa restituirgli la speranza di rivederla. Inizia così un viaggio alla ricerca di arte proibita che lo spinge sempre più lontano dalla realtà, là dove il confine con il sogno diventa impalpabile. Un romanzo intenso sulla ricerca di un amore impossibile, sull’ossessione per l’arte e sull’illusione di poter fermare il tempo. Un romanzo in cui i fatti più assurdi sono veri e quelli normali inventati. Un romanzo ispirato alla storia vera di Igor Vitalievich Savitsky, l’uomo che nell’Unione Sovietica di Brezhnev salvò ottantamila capolavori di arte proibita e li nascose alla fine del mondo, nel deserto del Karakalpakstan.
