Da Sandro Frera riceviamo questo libro non solo da spiaggia.
Sandro scrive: “Cento e più piccoli romanzi di una pagina, densi di una sottile ironia, ciascuno dei quali fotografa con esattezza un personaggio o una situazione emotiva. Da spiaggia perché data la lunghezza di ciascuno (una pagina appunto) possono essere letti tra un bagno in mare e l’altro. Non solo perché l’ironia è tutta avviluppata in un pensiero altrettanto denso, a metà tra il disincanto, la metafisica e il nichilismo.”

Dalla presentazione dell’editore:
Che la psicologia sia la materia prima delle presunte astrazioni manganelliane, già lo sapevamo dagli altri libri; solo che qui risulta con l’evidenza e l’acutezza introspettiva d’una classica raccolta di ‘caratteri’: l’uomo che ama attendere agli appuntamenti (Trentatré), o i rapporti tra il signore lievemente miope e la signora taciturna (Ventidue) o il metodo per estrarsi fuori dal mondo dell’uomo che soffre d’insonnia (Novantanove). «L’altro polo dell’universo manganelliano (simmetrico e spesso speculare alla psicologia) è la teologia: teologia dell’inesistenza, naturalmente. Gli altri libri ne costituiscono una Summa, che qui viene esemplificata in parabole: quali quella del guardiano dei gabinetti (Ottanta) o dell’architetto non credente (Trentasei) o di una infernale Creazione del Mondo (Novantasette). Dalla introduzione di Italo Calvino
