Sandro Frera ci scrive: “Il mio amico Nicola Favario mi ha consigliato e prestato questo lungo racconto di Purdy dicendomi che era ed è un capolavoro.“
Sandro prosegue: “Letto di un fiato. Una scrittura che non saprei come definire altrimenti se non ipnotica. La storia racconta le vicende di Garnet Montrose dopo il suo ritorno a casa come reduce della seconda guerra mondiale. In guerra è saltato su una mina insieme a tutto il suo reparto. Lui è l’unico sopravvissuto ed è completamento sfigurato, tanto da non aver neanche lui il coraggio di guardarsi. Gli altri di norma vomitano alla sua vista.
A casa è solo. Della sua famiglia nessuna notizia, se non che era una delle famiglie più antiche della Virginia.
A quel punto assume due aiutanti. Uno per leggergli gli innumerevoli libri contenuti nella biblioteca del nonno. L’altro per aiutarlo soprattutto nel compito di consegnare giornaliere lettere d’amore alla ragazza di cui era innamorato prima di partire per la guerra e che nel frattempo si era sposata ed aveva fatto a tempo a rimanere vedova. Le consegnerebbe lui stesso se non fosse consapevole del proprio aspetto.
Da queste premesse la storia si scioglie e si contorce al tempo stesso.
Narrata tutta in prima persona dal protagonista, la vicenda è al contempo una discesa negli inferi degli animi dei personaggi e una fotografia dell’America del profondo sud e della sua turbolenta natura.
Capolavoro? Forse, dico forse, eccessivo definirlo tale, ma molto bello certamente sì. Vale la spesa.”

Dalla presentazione dell’editore:
Fresco di Vietnam, sfregiato in modo orrendo, Garnet Montrose fa ritorno alla sua cittadina d’origine in Virginia e diventa immediatamente un paria. Schifato dai suoi amici per il suo aspetto, ma tutt’altro che scoraggiato, decide di riprendere il corteggiamento della sua antica fiamma dei tempi del liceo, la vedova Rance. L’unico a rimanergli accanto sarà un altro sbandato, un ragazzino bellissimo e sdentato che ha assunto come suo tuttofare, che legge per lui, consegna le sue lettere d’amore, gli lava i piedi come fosse un dio.
