Alessandra Andrenacci ci manda queste note sul famoso romanzo di John Fante.
Alessandra ci scrive: “In questo libro John Fante, alias Arturo Bandini, ci trascina insieme alla sua polvere dell’est, e ci porta in un vortice di passioni.
La sua prima, grande passione lo porta a lasciare casa e a trasferirsi in California, negli anni della dura Depressione. Vive inseguendo il suo grande sogno, diventare uno scrittore famoso, e vaga per le strade di Los Angeles in cerca di storie da scrivere.
Ci trascina con una scrittura poetica nella sua passione amorosa e tormentata per una cameriera messicana. La sua vita oscilla tra momenti di esaltazione a quelli di autocommiserazione. Vorrebbe sfidare la vita, ma poi si ritrova in chiesa, pieno di sensi di colpa, intento a pregare Dio per avere il suo perdono perché ha infranto le regole del buon cristiano.
Arturo ci suscita da subito una forte empatia e non si può non “tifare” per lui, specie quando ha un problema degno della massima attenzione, che risolve spegnendo la luce e andandosene a letto.
Un mio ringraziamento speciale va all’autrice Margherita Cordova perché mi ha fatto scoprire questo grande autore, che ha trascinato nella sua polvere anche me.

Dalla presentazione dell’editore:
Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell’autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L’ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l’incontro con la bella e strana Camilla Lopez…
