Teatro: I corpi di Elizabeth all’Elfo con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani
Ieri sera con amici siamo andati a vedere questo spettacolo da cui francamente non mi aspettavo molto.
Al termine i nostri giudizi si sono divisi: il sottoscritto che non si aspettava granché era, al contrario, molto soddisfatto. Gli altri amici, che forse si aspettavano altro, invece molto delusi.
Delusi, mi dicevano, dallo stile di recitazione imposto dalla regia: troppo enfatico, a loro dire. Su costumi, scenografie e luci, invece, si concordava tutti che sono stati magnifici.
Lo spettacolo ripercorre la vita di Elisabetta I di Inghilterra da quando era ragazzina alla piena maturità. In scena quattro attori (due maschi e due femmine) si suddividono con bravura l’infinità di ruoli che il testo richiede.
Ne emerge il quadro di una donna di intelligenza e carattere superiore, conscia delle proprie debolezze, ma proprio capace di gestirle e dominarle.
Ad inizio spettacolo Elena Russo Arman, l’Elisabetta I della maturità, interrompe il racconto e ci avverte che quanto andrà in scena sembra una rievocazione storica, ma in realtà cela una grande attualità.
Da questo punto di vista, Elisabetta che rinuncia ed allontana il proprio amore per i doveri imposti dalla corona e, parallelamente, rifiuta un qualsiasi matrimonio chiama in causa le difficoltà che tuttora le donne debbono affrontare per coniugare vita privata e vita pubblica.
A chi le suggerisce comunque un matrimonio che potrebbe proteggerla, Elisabetta I ricorda l’infausta sorte della cugina Maria Stuarda, non difesa dal matrimonio con Enrico Stuart, Lord Darnley, ma anzi mal menata dal marito violento e ottuso.
Lo spettacolo dai costumi, scenografie e luci magistrali, termina ricordando quel che aveva annunciato all’inizio e cioé quanto quel che si è narrato sia attuale.
A mio ,modesto parere da vedere, assolutamente.




Luisa (una delle amiche con cui siamo andati a vedere lo spettacolo) mi scrive: Dall’abbinata Elio De Capitani/Elisabetta I (ispirata dal testo I corpi di Elisabetta di Clara Mucci) mi aspettavo molto, sono rimasta in parte delusa: ne esce un ritratto un po’ macchiettistico, forse determinato anche da una recitazione enfatica, di una donna che invece sceglie di confrontarsi con delle precise ragioni di Stato, sacrificando parti importanti di sé. A tratti ne ho apprezzato l’ironia. Molto efficace la scenografia e bellissimi e accurati i costumi.
Sono però d’accordo con te, Sandro, è da vedere: il tema è importante e riflettere sulle fatiche e sulle rinunce di una donna, in un mondo dalle leggi scritte dagli uomini, è sempre una occasione per aprire il proprio sguardo anche sul nostro quotidiano.
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