Da Gabriella Ventura riceviamo D. Buzzati, Il reggimento parte all’alba.

Gabriella ci scrive: “Non ricordo se avevo già segnalato questo piccolo bellissimo libro di racconti di Buzzati scritti quando già sapeva di essere affetto da un male incurabile. Spero di no. In caso contrario…chiedo venia”


“L’infermo come ogni sera venne portato con la poltrona a rotelle sulla terrazza della sua casa di campagna, dominante una ondulata distesa di prati, di siepi e di boschi. E lasciato solo. Come il sole stava calando dietro al profilo delle turrite montagne, così lui sentiva lentamente svanire da sé la vita.”

Dalla presentazione dell’editore:

“…tutti in certo modo appartengono a un reggimento e i reggimenti sono innumerevoli, nessuno sa quanti sono, e nessuno sa neanche quale sia il suo reggimento, eppure i reggimenti sono accantonati qui intorno, anche nel cuore della città , benché nessuno se ne accorga e ci pensi. Però quando un reggimento parte, chi gli appartiene, pure lui deve partire.”La ricerca dell’assoluto, l’illusione, l’inevitabilità del destino, beffardo e imperscrutabile. Dal grande scrittore e giornalista, che fu anche pittore, drammaturgo e sceneggiatore, le pagine composte poco prima della fine: una riflessione sulla vita e sulla morte, lo stupore profondo dell’uomo di fronte al mistero.