Da Marco Cortini riceviamo I. Allende, Oltre l’inverno, Feltrinelli.

“A New York, Joseph cambiò il cognome in Bowmaster, che suonava autenticamente inglese, e con il suo finto accento aristocratico poté interpretare opere di Shakespeare per quarant’anni. Cloé, invece, non imparò mai bene l’inglese e non ebbe successo con i tristi fado del suo paese, ma invece di sprofondare nella classica disperazione da artista frustrata, si mise a studiare da modista tanto da diventare il sostegno familiare perché le entrate dell’attività teatrale di Joseph non erano mai sufficienti per arrivare a fine mese. ”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla presentazione dell’editore:

Brooklyn, ai giorni nostri. Durante una tempesta di neve, Richard Bowmaster, professore universitario spigoloso e riservato, tampona la macchina di Evelyn Ortega, una giovane donna emigrata illegalmente dal Guatemala. Quello che sembra solo un banale incidente prende tutt’altra piega quando Evelyn si presenta a casa del professore per chiedere aiuto. Smarrito, Richard si rivolge alla vicina, che conosce a malapena, Lucía Maraz, una matura donna cilena con una vita complicata alle spalle. Lucía, Evelyn e Richard, tre persone molto diverse tra loro, si ritrovano coinvolte in un thriller dalle conseguenze imprevedibili. Tre destini che Isabel Allende incrocia per dare vita a un romanzo mozzafiato e molto attuale sull’emigrazione e l’identità americana, le seconde opportunità e la speranza che, oltre l’inverno, ci aspetti sempre un’invincibile estate.

“Voleva approfittare di ogni singolo giorno, perché ormai erano contati e sicuramente erano meno di quelli che lei sperava. Non c’era tempo da perdere.”

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