Da Marco Grando riceviamo Margherita Oggero, Non fa niente, Einaudi.

“Quella moglie mai accettata dalla suocera, osteggiata sempre. Taciturna, chiusa in sé, avulsa da tutte le abitudini della provincia. Che non frequentasse la messa grande della domenica, che non ci fosse nessun indizio della sua fede nella casa coniugale, che non permettesse al parroco di benedirla a Pasqua era già sgradevole, ma comunque comprensibile, dal momento che era ebrea, come denunciato dal nome e cognome – Esther Ehrenfeld – ma la cosa davvero intollerabile era quell’aria perenne da straniera e cosmopolita, insieme ai suoi interessi privati che la portavano spesso a Torino, alla negligenza nelle faccende domestiche, alle lunghe ore chiuse nel suo studio. L’unica fortuna: che fosse ricca, anche se con gusti inaccettabile su tutto, arredamento della casa compreso. ”

Dalla presentazione dell’editore:

«Può esistere un amore di madre che non contempli l’esclusiva? La natura ha davvero leggi cosí rigide da non ammettere eccezioni?» Esther e Rosanna stipulano un patto, per qualcuno forse scandaloso, inaccettabile. Un patto che cambia per sempre le loro vite. Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l’Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, la sua libertà, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, dall’intelligenza tormentata, la cui eleganza sconcerta l’arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura determinata e sensuale, ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos’abbiano in comune due donne cosí, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d’insegnarsi qualcosa l’un l’altra. Un giorno Esther domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, «come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara». Il loro universo non esclude affatto gli uomini. Esther è legata al marito Riccardo da una complicità generosa e Rosanna ama Nicola con un’irruenza passionale, che trova negli assolo e nelle improvvisazioni jazz la sua colonna sonora. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle: dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni delle rivolte studentesche e il terrorismo, fino alla caduta del muro di Berlino. I giorni si riempiono di cose da fare, giacche di pannofix, segreti condivisi, paure, entusiasmi, scommesse, Fiat 1100 che arrancano su autostrade pericolose appena costruite. È la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai piú sole.

 

 

 

 

 

 

 

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