Da Fernanda Sacchieri riceviamo, fuori concorso, Luca Sacchieri, Tributo ad un ragazzo che come me. Proposte editoriali.

“Avreste dovuto vederlo, ve lo assicuro. O forse no, sprizzante di acidità come era adesso, vi avrebbe sparato volentieri in fronte e avrebbe comunicato con soddisfazione sul vostro cadavere.
Con due mandate di chiave, aveva reso inaccessibile la sua fortezza di libri, poster, luce e silenzio. Quindi, anche vi fosse passata per il cervello l’idea di vederlo, non avreste potuto, chiuso come si trovava nella stanza rifugio dove i suoi strazianti mugugni e le proteste di uno stomaco affamato, il suo, gli bussavano prepotentemente ai timpani.  Un mal di testa in meno per voi, un proiettile risparmiato per lui, che di alzarsi e prendere la mira, in questo momento, non aveva la forza.
Due scarpe da ginnastica bianche, con straordinarie rifiniture blu e sgradevoli schiaffi di “sporcizia da pallone calciato sull’asfalto”, si cercavano disperatamente nella stanza, spaesate e abbandonate a loro stesse.
Uno zaino giaceva appesantito sotto la scrivania, vomitando libri e penne.
Un display di un cellulare rigato dal tempo troppo maldestro, a volte, si accendeva per l’ennesimo squillo-saluto.
Un libro lì sul tavolo, veniva sfogliato con delicatezza dal vento della finestra aperta.
In uno spazio di muro, foto.”

e ancora:

“Io non so chi decida le regole del gioco, non so chi muova le pedine di questo incerto gioco che è la vita. Non so se ci sia qualcuno che firmi e timbri le pratiche, inviandole affinché vengano portate a compimento.
Non ne sono sicuro, almeno.
Non metto in dubbio che ci sono dei momenti in cui mi sembra di avvertirla chiaramente, la presenza di questo leader. Alrew volte, però, mi pare che certa gente sia troppo stronza, certe cose perverse, certi mali troppo maligni perché qualcuno possa esserne stato l’artefice. E’ più credibile che sia il caos e la casualità più assoluta a lavorare con ago e filo l’esistenza. Se comunque c’è qualcuno che gestisce il tutto, deve avere una lodevole fantasia. Strana ma lodevole, bisogna riconoscerlo. Come sono altrettanto ammirevoli coloro che, al prestigiatore in questione, riescono ad affidarsi totalmente.
La chiamano fede. Per quel che mi riguarda, lo considero un bisogno.
Il bisogno.

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copertina dell’autore Luca Sacchieri

Dalla presentazione dell’editore:

Romanzo d’esordio di Luca Sacchieri, già premiato come miglior libro al concorso “Elsa Morante – terza edizione”, indetto dalla casa editrice “Proposte Editoriali”. È una storia nella storia (la storia di tutti?), la vita di Mirko, il protagonista, mostra ad ognuno, in particolare ai “grandi” quanto un “diciannovenne spettinato” abbia da sudare per essere compreso in pieno o almeno rassicurato, per poter vivere una giovinezza già difficile di per sé, senza sentirsi giudicato da una coppia di giudici irreprensibili, i suoi genitori.

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