Da Ramsis Bentivoglio riceviamo D. F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, Minimum fax.

“…Ho visto spiagge di zucchero e un’acqua di un blu limpidissimo. Ho visto abiti eleganti, interamente rossi e svasati. Ho sentito il profumo che l’olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato “Mister” in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l’Electric Slide. Ho visto tramonti che sembravano disegnati al computer e una luna tropicale che assomigliava più a una specie di limine dalle dimensioni gigantesche sospeso in aria che alla cara vecchia luna di pietra degli Stati Uniti che ero abituato a vedere. ….”

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Dalla presentazione dell’editore:

Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

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