F. Sacchieri, Gente di Dublino, J. Joyce, ACQUARELLI, 1^ edizione novembre 1993, Demeira s.r.l., (trad. F. Franconero)

Da Fernanda Sacchieri riceviamo: “…. Era una luminosa domenica mattina di prima estate, che prometteva il caldo, però con una brezza fresca. Tutte le finestre della pensione erano aperte e le tende di pizzo si gonfiavano dolcemente verso la strada sotto i telai alzati. Il campanile della chiesa di St. George mandava continui scampanii e i fedeli, da soli o in gruppi, traversavano la piccola piazza davanti alla chiesa, rivelando il loro scopo sia con il contegno riservato sia con i libriccini tra le mani guantate. La prima colazione era terminata e la tavola del tinello era coperta di piatti sui quali erano rimaste strisce gialle di uova con pezzetti di grasso e di pancetta….” (pag. 61)

joyce

Nella quarta di copertina:  Lo scolaretto che marina la scuola e incontra la latente perversità del suo mondo, l’innamorata avvinta mortalmente al suo destino, il denaro come quotidiana ossessione e il lavoro come pena da scontare, le infedeltà della vita e l’amore infedele, la sensualità coniugale corrosa da un mondo invisibile…Joyce, in queste sue quindici amatissime storie, traccia il ritratto – composito e intenso – della nostra umana condizione.
FERNANDA