A. Manzoni, Promessi Sposi, Editrice Italiana di Cultura.

Da Antonio Schiavulli riceviamo: “…Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de’ tanti, che, in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con l’alleanze d’altre scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. ….

Costui, da una sua finestrina che dominava il cortiletto di quel quartiere, veduta Gertrude qualche volta passare o giraldolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose. ….”

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