Proseguo nelle citazioni che Paolo Bonini della Zafra di Chiavari propose per i suoi primi trentanni di libreria. Siamo alla lettera F dedicata alla poesia. Infatti, la citazione è un lungo componimento tratto da F. Mazzi, Il tempo non si è fermato, Bastogi editore. Il titolo è Farfalla nera

Inutilità delle ore perse
Inutilità dell’odio
Inutilità del cammino
Inutilità del bunker
Inutilità dell’amore

Immobile come pietra
Nascosta dai silenzi
Il mistero ci aspetta

Inutilità dei sogni
Inutilità delle rose
Inutilità dei sentieri
Inutilità delle glorie
Inutilità dei morti

Un volto anonimo ride
La terra fuma di agosto
Occhi slabbrati di terrore

Inutilità d’ore antiche
Inutilità di futuri
Inutilità di nomi
Inutilità di altari

Aperta è la porta dell’oblio
Immagini sovrapposte
Catene di gesti e parole

Ti dovevo una voce
Giorgi Loris
Ti chiamo a testimone

Impiccate ai lampioni
le canzoni ridono

Ti dovevo un ricordo
Inutilità dei ricordi
Ti dovevo un segno
Inutilità dei segni

Devo dire ancora una volta
Che i sogni muoiono

Ti dovevo un sorriso
Inutilità dei sorrisi

Non c’è verità che non muoia
inutilità della verità

Rovesciamo il cielo
Appendiamo gli occhi al ciliegio

Dal mare occhieggia rosso
L’occhio bianco del faro

Suoni perduti nelle ore tradite

Città deserta abbandonata aperta
Sotto i lampioni sorridenti e amari

Ti dovevo una verità
Ho cantato i silenzi
Non ho visto immagini
Non ho udito parole
Né visto pietre calde
Sono cieco tra i ciechi

Dal mare lo scirocco putrido
Soffoca parole e suoni

Inutilità di parole e suoni

Alghe gialle e verdi muiono
Carezzando visi neri di scogli
Tra voci misteriose senza senso

Eppure, Giorgi, qualcosa ho visto
Eran tigli o gelsi sotto il sole
Mentre attendevamo l’ora persa?
Sì, qualcosa vidi:

volava sulla tua bocca
Una farfalla nera
e cantava,
ricordi?
Un colpo di vento (ma c’era vento?)
Portò via il cappello

Sì ti dovevo un ricordo
Fra morti siamo tutti morti e lo sai
Ti dovevo qualcosa;
Un parte di mistero che fece silenzio
Un battito di tempo che non sapemmo fermare

Ti dovevo questo e altro ancora
Ebbene scrivo il tuo nome nella lista dei morti
E ripeto con te: inutilità di tutti i morti
Inutilità delle cose perse

Ora il tuo nome figura accanto al mio
Ma gli ulivi, i dannati ulivi, li rammenti?

Perdemmo ore tempo e immagini
Dietro un sogno inesistente e morto
Inutilità di tutte le esistenze

Come un serpente
il bunker ci guarda…