Luca, attento libraio de il Tempo Ritrovato Libri di Milano (Corso Garibaldi 17), come ogni mese ci manda la classifica dei dieci titoli più venduti il mese precedente. Eccoli. Sotto la classifica una breve sinossi di ciascun testo.

1° – Ripetizione di Vigdis Hjorth – @fazi
2° – Storia di Anna Drei di Milena Milani – @cliquot
3° – Radio Sarajevo di Tijan Sila – @voland
4° – L’anno in cui parlammo con il mare di Andrés Montero – @edicola
5° – Gli innocenti di Burhan Sönmez – @nottetempo
6° – Onnazaka di Enchi Fumiko – @safara
7° – Buio in sala di Jung-myung Lee – @Sellerio
8° – Il sogno del giaguaro di Miguel Bonnefoy – @66th&2nd
9° – La frontiera di Franco Vegliani – @abbot
10° – Appio e Virginia di G.E. Trevelyan – @storieeffimere


1° – Ripetizione di Vigdis Hjorth – @fazi: A Oslo, una scrittrice sessantenne assiste come tutti gli anni a un concerto di Natale; siede accanto a una coppia accompagnata dalla figlia adolescente, che si mostra palesemente infastidita e viene rimproverata di continuo dalla madre. La scena fa scattare nella donna il ricordo dei suoi sedici anni, e il lettore viene catapultato nel racconto del suo passato: un’adolescenza su cui grava una figura materna opprimente, che controlla la figlia in maniera ossessiva, terrorizzata al pensiero che possa bere, fare sesso, assumere droghe. Dal canto suo la ragazza, spalleggiata dalle amiche, beve, frequenta feste in casa di sconosciuti e conosce Finn, un giovane apparentemente navigato con cui decide di avere il primo rapporto sessuale. Sullo sfondo di questo conflitto tra madre e figlia, il padre resta in disparte. Quarantotto anni dopo, la scrittrice riflette su quel periodo mettendosi a nudo, cercando il coraggio di essere e ritrovare se stessa, rivivendo ogni momento del passato attraverso la memoria. È questa continua e mutevole ripetizione del ricordo a renderla più forte, a proiettarla in avanti e a donarle una nuova, drammatica consapevolezza: qualcosa è successo, tra quelle mura domestiche, ed è il momento di affrontarlo.

2° – Storia di Anna Drei di Milena Milani – @cliquot: L’incontro davanti al cinema Barberini di Roma, nelle prime righe del romanzo, pare frutto di mera casualità; eppure, la relazione che sboccia subito tra la narratrice – non conosceremo mai il suo nome – e la sfuggente figura di Anna Drei fa già intuire il destino ineluttabile che incatenerà le due giovani donne l’una all’altra. Non è attrazione sessuale, e neppure fiorirà col tempo un’amicizia profonda fra due esistenze affini. Anzi, forse l’opposto: sarà un’intesa rarefatta, straniante, aspra; priva di quella materialità che invece è attributo della violenza (o dell’inconsistenza) maschile. E così, mentre la storia di Anna Drei lentamente si svela, tra un presente disordinato e un passato di verità e immaginazione custodito fra le pagine di un diario, la narratrice può entrare crudamente in contatto con il proprio mondo interiore, addentrarsi nei luoghi più sacri e oscuri di sé, dove il suo doppio la conduce. Storia di Anna Drei, uscito nel 1947 e vincitore della prima edizione del premio Mondadori, è il romanzo d’esordio di Milena Milani, ed è considerato un modello di Esistenzialismo italiano. Postfazione di Rosella Postorino.

3° – Radio Sarajevo di Tijan Sila – @voland: È il 1992, il piccolo Tijan ascolta una canzone di David Bowie alla radio quando le prime bombe colpiscono i quartieri di Sarajevo. Con tutta la famiglia il bambino si precipita in cantina in cerca di riparo mentre il mondo sembra esplodergli intorno. Lo shock iniziale è enorme, la vita cambia radicalmente. I negozi chiudono, le dispense si svuotano, in tanti scappano dalla città. Col passare del tempo la guerra però diventa quasi un’abitudine: tra terrore e noia, la gente cerca di inventarsi una nuova quotidianità. Mentre i genitori si dimostrano inadeguati ad affrontare la situazione, l’undicenne Tijan impara presto a cavarsela da solo e insieme agli amici Rafik e Sead affronta saccheggiatori, vende oggetti al mercato nero e baratta riviste pornografiche con i soldati in cambio di dolciumi… Un romanzo di formazione e memoria dallo stile avvincente e tragicomico, il ritratto di una generazione costretta a crescere fra le macerie.

4° – L’anno in cui parlammo con il mare di Andrés Montero – @edicola: Un’isola che non appare sulla mappa, un patto col diavolo, una campana d’oro che suona dal fondo del mare, un cimitero senza corpi, una taverna che un tempo è stata nave e ora ospita le serate di una tranquilla comunità, fino al giorno in cui l’isola annuncia il ritorno di Jerónimo Garcés, che dopo cinquant’anni in giro per il mondo torna a far visita al fratello gemello Julián. Dopo qualche giorno, i due capiscono che è impossibile ritrovare la complicità che li aveva accompagnati da ragazzi, ma una pandemia impedisce a Jerónimo di ripartire. Sarà l’isola, attraverso la voce dei suoi abitanti, a farsi carico della loro storia, raccontandone il passato, spiandone i segreti e tessendo la trama di una possibile riconciliazione. Con la sua scrittura intima e commovente, “L’anno in cui parlammo con il mare” è uno straordinario racconto corale sulla fugacità del tempo, sulla vita che abbiamo vissuto e su quelle a cui abbiamo dovuto rinunciare, su chi siamo e su chi avremmo potuto essere, su quali storie vale la pena ascoltare, raccontare o tacere in questo breve viaggio che chiamiamo vita.

5° – Gli innocenti di Burhan Sönmez – @nottetempo: Inghilterra, Cambridge: il rifugiato politico Brani Tawo, perseguitato dal regime turco e dall’insonnia, è alla ricerca di una vecchia macchina fotografica. Quasi un secolo prima era stata impugnata dal Fotografo Tataro, l’uomo che aveva ritratto la gente del villaggio curdo sull’altopiano di Haymana, dove aveva vissuto la famiglia di Brani Tawo. Varcare la soglia del negozio di antiquariato The Western Front cambierà la sua vita: è lì che il protagonista conosce Feruzeh, dottoranda di origine iraniana, con cui condivide lo sradicamento, la passione per le parole e il dolore della memoria ferita. A popolare il mondo di Brani Tawo tornano le antiche vicende di orsi e pastori, fulmini e flash, libri di presagi, specchi e alberi di mele. E tutti quegli enigmi del destino che Sönmez sa rimare come le strofe di una ballata che onora i vivi e i morti. Ma, inaspettatamente, Feruzeh deve tornare in Iran: per Brani Tawo è arrivato forse il momento di partire per una nuova ricerca… Gli innocenti è il romanzo dell’esilio di Burhan Sönmez, un caleidoscopio di figure “che cercano la strada nel buio” e ci ricordano come siamo il mosaico di tutte le storie vissute, passate e presenti.

6° – Onnazaka di Enchi Fumiko – @safara: Fumiko Enchi dipinge una storia indimenticabile in cui echeggiano la “Storia di Genji” e le atmosfere di “Madama Butterfly”, in uno dei romanzi più importanti della letteratura giapponese. Alla fine del periodo Edo la moglie di un funzionario del governo, Tomo, viene mandata a Tokyo, dove l’attende un compito straziante: tra le molte ragazze offerte dalle loro famiglie, deve scegliere una giovane rispettabile che diventi la nuova concubina del marito. Tomo esternamente è impassibile, ma il suo cuore ha iniziato a incrinarsi; comincia così la ricerca con rigoroso senso del dovere, intraprendendo un sentiero che la porterà, insieme alle altre donne della casa, a immergersi in un’ombra sempre più profonda. Il romanzo è stato vincitore del Noma Literary Prize, il più prestigioso premio letterario giapponese.

7° – Buio in sala di Jung-myung Lee – @Sellerio: Davanti all’università di Seul si affrontano gli studenti e le forze di polizia. Gli scontri sono cariche violente e lanci di lacrimogeni, molotov e pietre, bastoni e manganelli. Una squadra speciale sorveglia la scena cercando un uomo in particolare, considerato il leader delle rivolte che si oppongono alla dittatura militare, il cervello che organizza la strategia della ribellione. Nessuno sa che volto abbia, ma sul suo ruolo e le sue capacità non ci sono dubbi. Nel momento storico raccontato dallo scrittore coreano Jung-myung Lee, il conflitto ideologico che frantuma la società giunge fino alla repressione dell’avversario, attraverso la manipolazione, la reclusione, la tortura. Al tempo stesso le arti, e soprattutto il teatro, diventano luogo privilegiato delle idee nuove, del sogno e dei desideri di una generazione di giovani che invoca il cambiamento. Tra di loro c’è un drammaturgo che debutta con una rivisitazione moderna del Giulio Cesare di Shakespeare, tragedia dell’ordine e del capovolgimento dei valori costituiti, e per questo sotto stretta verifica della censura di Stato. C’è un’attrice che dopo un lungo apprendistato, quasi un sognante racconto nel racconto, arriva a recitare in commedie erotiche che sembrano di puro intrattenimento ma che lei interpreta con singolare autenticità. I due si incontrano e le loro traiettorie solitarie si aprono a un percorso condiviso, quello della messa in scena ancora di un classico, l’Elettra di Euripide, da cui scaturiranno conseguenze inattese e drammatiche. In controcampo c’è l’antagonista, un uomo dei servizi segreti che non smette di cercare colui che tutti ritengono il capo della rivoluzione. Ambientato lungo un arco di tempo che dagli anni Ottanta arriva fino ai nostri giorni, il romanzo si immerge nella tensione crescente di un enigma ricco di sfaccettature, sempre attento al dettaglio e all’analisi psicologica dei personaggi. Emerge così il ritratto emotivo di una nazione, dei suoi lati oscuri e della sua capacità di rigenerarsi.

8° – Il sogno del giaguaro di Miguel Bonnefoy – @66th&2nd: Quando una mendicante muta di Maracaibo, in Venezuela, trova un neonato sui gradini di una chiesa, non può immaginare lo straordinario destino che attende l’orfano. Cresciuto in povertà, Antonio sarà venditore di sigarette, facchino, domestico in un bordello prima di diventare, grazie alla sua incredibile determinazione, uno dei chirurghi più illustri del paese. A ispirarlo una compagna eccezionale: Ana Maria, la prima donna medico della regione. La coppia avrà una figlia a cui darà il nome della loro nazione: Venezuela. Legata tanto dal suo nome quanto dalle sue origini all’America del Sud, lei avrà occhi solo per Parigi. Ma non abbandonerà mai veramente i suoi cari. Ed è nel quaderno di Cristobal, ultimo anello della discendenza, che potranno finalmente essere raccontate le mille storie di questa stirpe sorprendente. In questa emozionante saga dai personaggi indimenticabili, Miguel Bonnefoy ritrae con stile personalissimo, ispirandosi ai suoi antenati, una famiglia straordinaria il cui destino si intreccia con quello del Venezuela.

9° – La frontiera di Franco Vegliani – @abbot: Nell’estate del 1941, durante l’occupazione fascista dei Balcani, un giovane ufficiale italiano in licenza di convalescenza su un’isola croata incontra Simeone, funzionario a riposo delle dogane austroungariche, che gli rivela la vera storia di suo nipote Emidio Orlich, anche lui ufficiale, ma nelle file dell’esercito asburgico, caduto durante la prima guerra mondiale in circostanze sospette. La figura di Emidio diventa per l’io narrante uno specchio che riflette la propria esperienza di fronte alla guerra e alla necessità delle scelte morali: la “frontiera” è un confine geografico e nello stesso tempo simbolico, la meta di un viaggio verso la consapevolezza e la libertà. (prefazione: Davide Tecce; lavoro grafico di copertina: Andrea Carrer, Marco Carrer)

10° – Appio e Virginia di G.E. Trevelyan – @storieeffimere: Virginia Hutton si ritira in campagna per intraprendere un esperimento audace e solitario: allevare un cucciolo di orango come se fosse un bambino umano. Lo chiama Appio, lo veste, lo nutre, lo mette a dormire in una cameretta ordinata, e annota con scrupolo ogni progresso in un quaderno. Giorno dopo giorno, gli insegna a stare eretto, a parlare, a leggere, a mangiare a tavola con le posate. Insegna ad Appio cosa significa essere umano. Con il passare degli anni, Virginia oscilla tra il ruolo di madre, insegnante e scienziata, mentre cresce in lei il timore che Appio possa arrivare a scoprire ciò che non dovrebbe mai sapere: la verità sulle proprie origini. Pubblicato nel 1931, Appio e Virginia è un romanzo di grande lucidità sul conflitto tra educazione e natura, sul desiderio di controllo mascherato da amore e sulla solitudine di chi tenta di plasmare un altro essere vivente per colmare un vuoto interiore.