Da Romano Antonaci riceviamo la raccolta di racconti più famosa di Carver e Marco Grando ha commentato: “Bellissimo”.
Leggendolo anni fa mi rimase in testa uno dei ragionamenti espressi da uno dei protagonisti che si domandava dove finisse quel grande sentimento, quel trasporto, quella positività nei confronti di quella specifica persona una volta che il rapporto sia terminato: dove è finito l’amore?

Dalla presentazione dell’editore:
Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Parliamo di un bicchiere di gin che si rovescia in una stanza dove discutono due coppie stanche. Parliamo di vecchi amici che forse per noia, forse per altro, commettono senza rendersene conto un delitto terribile. Parliamo di pasticceri a cui non hanno ritirato torte di compleanno. Parliamo di gesti che sembrano insignificanti, e invece sono in grado di restituire a ogni vita tutta la grazia nascosta dietro la banalità della cattiveria e della paura. I diciassette racconti che hanno reso Raymond Carver un autore di culto: l’espressione più limpida di una scrittura che con miracolosa semplicità arriva sempre al cuore delle cose. Prefazione di Diego De Silva.
