Come ogni mese Luca, l’amico libraio del Tempo Ritrovato Libri di Corso Garibaldi 19 a Milano, ci segnala cosa altri appassionati lettori hanno scelto il mese scorso sui suoi scaffali.
Luca, infatti, martedì scorso ci ha scritto: “Lo sappiamo, fa caldo ed è solo martedì, ma la buona notizia è che siamo a luglio e per la maggior parte di noi le vacanze non sono così lontane. Nell’attesa, potete guardarvi la classifica dei libri più consigliati e più venduti nel mese di giugno a Tempo Ritrovato Libri per cercare delle idee per le letture da mettere in valigia. Vi garantiamo che così facendo la temperatura si abbasserà di almeno due gradi 😉Buone letture!”
Eccola. Al solito sotto una breve sinossi dei vari romanzi.
1° – Johnny non muore di Daniel Di Schüler – @lowedizioni
2° – Qui solo per poco – Maria Ospina Pizano – @edicola
3° – La libertà è un passero blu – Heloneida Studart – @marcosymarcos
4° – E dal cielo caddero tre mele di Nadine Abgarjan – @francescobrioschieditore
5° – Città fantasma di Kevin Chen – @edizionieo
6° – Boccanera di Michèle Pedinielli – @fandango
7° – Api grigie di Andreij Kurkov – @keller
8° – Il resto è aria di Juan Gómez Bárcena – @Granvia
9° – Galveston di Nic Pizzolatto – @minimumfax
10° – Quando le donne uccidono di Alia Trabucco Zéran- @sur
1° – Johnny non muore di Daniel Di Schüler – @lowedizioni: Dopo la scomparsa dell’amata moglie, il sessantenne Brenno Tron si aggira come un fantasma nella casa – ora desolatamente vuota – da lei progettata accanto a una cascata, nei pressi del Lago di Como. Ha il dovere di onorare un debito verso la memoria di Aurora e verso sé stesso: deve sistemare gli oltre 12.000 volumi della loro preziosa biblioteca. Un lavoro immane, per un uomo della sua età. Un’impresa. Mette allora un annuncio sulla vetrina di una bottega di libri usati in città. All’annuncio risponderà – sorpresa! – John, un ragazzo di colore nato in Italia, anzi in Brianza. L’amicizia che nasce tra i due aiuterà Brenno ad affrontare il dolore per la recente perdita, oltre a certi preconcetti difficili da superare anche per un uomo colto e brillante; a unirli, l’amore per i libri e per il loro odore, una saggezza antica e un po’ di malinconia. Ma il destino è come sempre in agguato. Sugli scaffali impolverati della stessa bottega, Brenno trova una vecchia edizione di Il partigiano Johnny di Fenoglio, le cui pagine sono imbrattate da commenti e riflessioni che lui sente vicini a sé; quelle parole, pensa lui, potrebbero essere le sue. Anche la dedica, con quell’abbraccio partigiano e resistente: «Un abbraccio che, da solo, raccontava una storia». Chi è quel misterioso lettore? O quella misteriosa lettrice? Da quel momento il desiderio di scoprirlo diventa il suo cruccio, il suo scopo di vita.
2° – Qui solo per poco – Maria Ospina Pizano – @edicola: Due cagnoline abbandonate trovano conforto nella reciproca compagnia fino a quando un nuovo esilio le costringe a ripensare il futuro. Lo sguardo di una tangara scarlatta in volo dagli Stati Uniti alle montagne andine lascia intravedere un’altra idea di frontiere e migrazione. Una scarabea approfitta al meglio del poco tempo che la natura le concede. Qui solo per poco è un testo insolito e di rara bellezza, che restaura la divinità del mondo animale, lasciando che l’uomo abiti in maniera periferica appena qualche riflesso di queste pagine. Né antropocentrico né antropomorfico, lo spazio liminale raccontato da María Ospina Pizano indaga diverse cronologie e differenti scale territoriali, decentrando lo sguardo e offrendo una prospettiva inedita sul nostro passaggio sulla terra.
3° – La libertà è un passero blu – Heloneida Studart – @marcosymarcos: João viene sbattuto in carcere perché ha scritto sui muri “Il passero è un uccello blu”. Marina, emotiva e tenace nipote di una ricca centenaria temuta da tutti, ogni sabato si precipita da João, cugino che ama sconfinatamente. Le ha rivelato lui meraviglie, orrori e ingiustizie dei bassifondi e delle zone ricche della città, lui le ha aperto occhi e sesso alla bellezza, alle passioni più ardenti. Le dicono in malo modo che João non potrà mai ricambiarla perché “è frocio”, perché il radioso forestiero giunto da poco in città – un seduttore, un delinquente, o perfino… un ribelle? – è stato suo amante. Marina accusa il colpo fin sotto l’ombelico, come se le avessero spaccato le viscere. Il suo amore però non muta, anzi cresce, le basterebbe salvare João, andare con lui a pesca di granchi a Jaçaña…
4° – E dal cielo caddero tre mele di Nadine Abgarjan – @francescobrioschieditore: A Maran la vita è sospesa tra realtà e fiaba, in un tempo che dalla Storia prende forma, per poi trasfigurare, evaporare. Qui, in questo paesino di pietra e antiche credenze sul cucuzzolo di una montagna armena, guerra e calamità naturali travolgono, pare per sempre, la fragile quiete della sua manciata di case. Solo in pochi sopravvivranno e potranno raccontare quasi un secolo di eventi. Tra loro ci sono Anatolija e Vasilij, Jasaman e Ovanes, Tigran e Valinka, e da loro sgorgano storie dal sapore magico, narrate da una penna tersa e di fulgida bellezza: accadimenti provvidenziali e segni inspiegabili, come gli angeli che scendono dal cielo a raccogliere le anime dei morti o la comparsa di un pavone bianco misterioso e salvifico. E nel momento in cui tutto sembra essere accaduto, in cui la vita sembra compiuta, ecco che si schiude il miracolo, la pietra respira. E nasce l’incanto.
5° – Città fantasma di Kevin Chen – @edizionieo: Narrato attraverso una moltitudine di voci, sia vive che morte, muovendosi con una fluidità sorprendente tra passato e presente, Città fantasma è una storia affascinante di segreti familiari, superstizioni locali e ricerca di identità nel mezzo di uno scontro tra culture. Rifiutando il ruolo che i genitori taiwanesi conservatori hanno scelto per lui, il protagonista fugge nella cosmopolita Berlino sperando di essere accettato come giovane gay. Ambientato nell’arco di un solo giorno, durante la Festa degli Spiriti, il romanzo inizia un decennio dopo, quando Chen Tien-hung è appena uscito di prigione in Germania ed è tornato a casa. Con i genitori morti e i suoi sei fratelli e sorelle sposati, impazziti o deceduti, sembra che per lui non ci sia più nulla a Yongjing, la sua città natale. O almeno così pensa. Mentre la storia prende forma, Chen Tien-hung rivela maggiori dettagli sugli eventi che hanno segnato la vita della sua famiglia, i fantasmi che infestano il suo paese d’origine e la verità sul crimine che ha commesso in Germania.
6° – Boccanera di Michèle Pedinielli – @fandango: Nizza, si sa, non è come il resto della Francia: a Nizza c’è il sole, il mare, i turisti, i vecchi e i fascisti. Ma non solo. C’è anche Ghjulia Boccanera, detta “Diou”, cinquantenne divorziata dal poliziotto Jo, senza figli e con un coinquilino, insonne bevitrice di caffè, spericolata detective privata in Dr. Martens, eroina generosa e semplice. Un giorno un giovane dal volto d’angelo le chiede di indagare sull’efferato assassinio del suo ricco e raffinato compagno, prima di essere lui stesso ucciso. È morto per i suoi soldi, per la sua fama nel mondo dell’arte o per il suo orientamento? Diou, incosciente di fronte al pericolo, attraversa la città per trovare il colpevole, si spinge nei quartieri più estremi e porta il lettore, attraverso una serie di colpi di scena, a un finale spiazzante. La storia è ispirata a un fatto di cronaca. Michèle Pedinielli scrive come parla e come vive, senza ritegno, con tanto umorismo, e ha scelto un modo tutto suo per raccontare storie di mafia, d’imbrogli politici, la situazione dei rifugiati, il mondo del lavoro in tutta la sua crudezza, per denunciare, insomma, le infamie dei potenti nei confronti dei deboli o dei discriminati. Ecco il primo volume della serie noir che ha fatto impazzire la stampa e i librai francesi.
7° – Api grigie di Andreij Kurkov – @keller: Sergej e Paška sono ormai gli unici abitanti di un villaggio, in quella che è definita “zona grigia”, stretto nella morsa della guerra tra soldati ucraini e separatisti filorussi che nel Donbass si sparano contro ogni giorno. Amici-nemici sin dall’infanzia ora sono costretti a collaborare per far fronte agli eventi e alla monotonia degli inverni. L’apicoltore Sergej vive le sue giornate seguendo il motto “non sentire niente, non vedere niente” e dedicandosi al benessere delle sue api perché quelle, al contrario dell’uomo, non causano caos e distruzione ma sono l’essenza di ordine, saggezza e di una meravigliosa produttività. Un giorno, quando giunge la primavera, decide di allontanarsi dalla zona di guerra e di portare con sé le arnie in modo che le sue api possano sciamare e raccogliere il nettare in totale tranquillità, e godere degli splendidi paesaggi dell’Ucraina occidentale e della Crimea. Un viaggio che cambierà lui e i suoi amati insetti… «Api grigie» è un grande successo internazionale che pone Kurkov al fianco di grandi scrittori che hanno messo a nudo con ironia le insensatezze della guerra, ma è allo stesso tempo un romanzo poetico e attuale dove la natura e il rapporto dell’uomo con gli altri esseri viventi sono al centro della narrazione.
8° – Il resto è aria di Juan Gómez Bárcena – @Granvia: Tofianes è il paese della Cantabria dove Emilio e Mercedes hanno appena comprato una seconda casa. Hanno qualche risparmio, due bambine e un terzo in arrivo, e una casetta vicino al mare sembra loro una buona idea. Ancora non sanno che la gravidanza presto si complicherà e che quel figlio potrebbe non correre mai nel giardino in riva alle scogliere. È il 1984 quando accade tutto questo, ma è anche l’inverno del 1633, e Juan e Juliana hanno da poco perso loro figlio; ed è il 1947, e Luis e Teresa si sono appena conosciuti ballando alla sagra del paese; mentre è durante il Cretaceo che un’ammonite muore affinché un bambino possa trovarla nel 1995. Tutto avviene nello stesso luogo, in quel paese, Tofíanes, “più piccolo e più grande del mondo intero”, in un presente continuo, in un divenire incessante che dimentica i propositi e i sogni degli uomini e tramuta il loro ricordo in un nome e in una croce nei registri degli archivi parrocchiali.
9° – Galveston di Nic Pizzolatto – @minimumfax: È il 1987. Nella stessa giornata Roy Cady scopre due cose: ha un male incurabile, e il boss di New Orléans per cui lavora lo vuole morto. Scappando accetta di portare con sé ’unica altra sopravvissuta all’agguato che avrebbe dovuto ucciderlo, Rocky, una prostituta adolescente con una sorellina di tre anni. I tre trovano rifugio in Texas, a Galveston, in un motel scalcinato in cui si raccolgono anime derelitte accomunate dalla perdita, da destini inesorabili, da solitudini sconfinate e da una vaga ma tenace speranza. Sembra quasi di essere al sicuro. Di essere a casa. Ma non possono restare lì nascosti per sempre: Roy resta un malato terminale e qualcuno è sulle sue tracce, e Rocky ha delle storie da raccontare, storie in grado di segnare la rovina di un uomo… Nic Pizzolatto, già creatore e autore della serie di culto True Detective ci consegna un noir magistrale, la cui onestà e potenza hanno eguali solo nei maestri assoluti del genere: James Ellroy, Cormac McCarthy, Denis Johnson. Con una prosa asciutta e malinconica e atmosfere febbricitanti dalla bellezza quasi insostenibile, Galveston è un viaggio nei cupi paesaggi acquitrinosi del Golfo del Messico, tra hotel decrepiti e bar malfamati infestati dagli spettri di tutte le vite trascorse, un mondo di ombre dove il passato è una chimera quanto il futuro – fantasticherie indistinte create per attutire i brutali assalti del presente – in cui però, come miraggi esalati dal calore della roccia in un deserto, scintillano fugaci bagliori di grazia.
10° – Quando le donne uccidono di Alia Trabucco Zéran- @sur: Le protagoniste di questo libro hanno commesso un duplice reato: hanno ucciso e hanno infranto le invisibili leggi di genere. Dall’autrice di Pulita, un’originalissima ricerca che intreccia femminismo e true crime. Corina Rojas, Rosa Faúndez, María Carolina Geel e María Teresa Alfaro: quattro assassine, quattro storie vere, quattro episodi scandalosi e in qualche modo romanzeschi. Quando le donne uccidono è la ricostruzione provocatoria e sfaccettata delle vite di quattro donne che, con i loro crimini e le successive vicende processuali, hanno sconvolto il Cile nel corso del Novecento. Senza mai cedere al sensazionalismo, Alia Trabucco Zerán si affida a casi di cronaca nera divenuti celebri e molto controversi per riflettere su come le donne possano essere al tempo stesso carnefici e vittime di un diverso tipo di violenza, quella che le vede ogni giorno relegate a un ruolo muto e marginale. Un punto di vista che sfida i classici archetipi femminili dell’isterica, della strega, della femme fatale, e spinge il lettore a chiedersi: cosa accade quando, per reagire al ruolo domestico e passivo imposto dalla società, una donna arriva a perdere la propria umanità? E come reagiscono i media, il mondo dell’arte e l’establishment politico quando non è un uomo a compiere un delitto efferato? Intrecciando alla narrazione materiale d’archivio, saggi critici e gli appunti presi durante le ricerche, l’autrice apporta al true crime un’inedita prospettiva femminista.










