Da Natascia Contino dell’ITCG Aterno-Manthonè di Pescara, Percorso per adulti – classe IV A serale, riceviamo questa bella recensione de La Portalettere di F. Giannone. Eccola:

Il coraggio di Anna: un romanzo che emoziona

L’autrice Francesca Giannone presenta la storia della sua bisnonna.
Un romanzo d’amore dalle molte sfumature: innanzitutto l’amore per sé stessi, che emerge con forza dalla determinazione e dal coraggio di essere indipendente mostrati da Anna, la protagonista.

C’è poi l’amore tra Anna e Carlo, che resiste al tempo nonostante non sia immune da inganni. Ma c’è anche un amore silenzioso, mai confessato, che si consuma tra le righe dei libri scambiati tra Anna e suo cognato Antonio.

E’ la storia dell’amore fraterno tra Carlo e Antonio, due uomini molto diversi, ma profondamente legati.

E’ anche la storia di una vera amicizia, quella che accoglie e va oltre le apparenze: quella tra Anna e Giovanna.

Il romanzo affronta numerosi temi, tra cui la discriminazione tra Nord e Sud, la discriminazione di genere – di cui Anna è vittima – e la lotta contro il pregiudizio di una società patriarcale.

Viene raccontato anche l’amore tossico e violento che tiene prigioniera Giovanna.

La figura di Anna è quella che più cattura la mia attenzione e suscita la mia ammirazione: una donna piena di risorse e iniziativa, forte, risoluta, capace di andare avanti per la sua strada senza esitazioni e, soprattutto, senza lasciarsi condizionare dai pregiudizi.

Il libro ha una scrittura scorrevole, che rende la lettura piacevole e coinvolgente. Lo consiglio vivamente a chi desidera immergersi in una storia intensa, ricca di emozioni e di riflessioni profonde.


Se volete leggerne una pagina cliccate qui: il romanzo, oltre ad essere stato per molti mesi tra i più venduti a Chiavari presso la libreria La Zafra, era stato segnalato l’anno scorso in concorso da Romano Antonaci.


Dalla presentazione dell’editore:

Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta?
Persino a trent’anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all’amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell’istante in cui l’ha vista.
Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno.
E invece, per oltre vent’anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo – ma soprattutto senza che il paese lo voglia – la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello.
Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe.
Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.