Come già ricordato, mercoledì 16 aprile alle ore 18.30 Paolo Bona, fotografo, chiacchiererà con Daniela Airaghi del proprio libro Spiriti Liberi e delle proprie avventure sugli Appennini.

Oggi pubblichiamo un secondo brano tratto dal libro in accompagnamento alle sua magnifiche foto. alla fotografia (di cui Paolo è un indiscusso maestro) si nutre prepotentemente di testi che ne accompagnano la visione.

Il secondo: Simeone.

Sono entrato in contatto con lui grazie ai monaci di Monte Sole. Incontrare un eremita mi è parso sin da subito un privilegio.

Il luogo in cui vive, Rocchette Sabina, è un borgo di 50 abitanti a cavallo tra il Lazio e l’Umbria, che mi ha fatto subito balzare con l’immaginazione a San Benedetto da Norcia e San Francesco d’Assisi.

Nella mia mente l’eremitaggio apparteneva al passato, al primo monachesimo, ma mi sbagliavo. È una condizione, quasi una necessità, che si sposa perfettamente con i giorni nostri.

Enzo Cilento è un giornalista professionista, un passato nel cuore del potere politico della Capitale, prima per un giornale di partito, poi come ufficio stampa di un futuro ministro della Repubblica. A 50 anni la vocazione. Viene consacrato nel 2014 dal suo Vescovo e mentore, fa voto di castità, povertà e obbedienza.

Diventa fra Simeone perché la prima preghiera che recita dopo anni è il Cantico di Simeone.

Simeone il vecchio, menzionato nel Vangelo di Luca, è un ebreo anziano, che riconosce Gesù come il Salvatore quando, bambino in fasce, 40 giorni dopo la nascita, viene presentato al Tempio da Giuseppe e Maria.

All’inizio per lui non è facile, anzi. Fa una prima esperienza comunitaria a Milano, ma nel convento esistono gerarchie e abitudini inadatte alla sua idea di vocazione. Poi va a Napoli, con giovani seminaristi, ma lo scarto generazionale è incolmabile. Infine sceglie la solitudine come libertà: è questa la dimensione che lo avvicina al Vangelo.

Prima di accettare la mia intrusione nella sua quotidianità, ci siamo incontrati alla Piccola Famiglia di Monte Sole; ogni tanto Simeone vi soggiorna, anche lui ha bisogno di cambiare aria. Passeggiando nel bosco, ci siamo conosciuti e ha accettato di ospitarmi, ad una condizione però: che le mie fotografie non cadessero nel banale. A suo modo di vedere, la spiritualità è rappresentata per stereotipi.

Questa sua richiesta mi ha stimolato ad alzare l’asticella. Digito sulla Treccani online: stereotipo = impersonale. Aiuto! Questo è il progetto più personale che abbia mai affrontato, sono io in cammino, sono io alla ricerca, sono io anima e corpo.

Ci troviamo un paio di mesi dopo a Magliano Sabina. È il febbraio del 2018 e Simeone ha appena finito di tenere la sua lezione di pilates. Insegnare nella palestra locale gli garantisce un’entrata economica per mantenersi. Venti minuti di macchina ed arriviamo a Rocchette Sabina, un minuscolo borgo arroccato, che mi appare dalla strada all’improvviso, dopo un paio di tornanti tra le rocce.
Simeone mi ospita nel suo appartamento in affitto in un’antica casa di pietra che si raggiunge a piedi, nel centro della frazione.

Esco subito a passeggiare, per prima cosa mi devo ambientare e non voglio apparire invadente dentro casa. Il borgo è semideserto: quasi tutte le abitazioni hanno le serrande abbassate, sono abitate solo come seconde case nella stagione estiva. Incontro solo un gatto ed una statuetta di San Benedetto da Norcia in una nicchia: è il segno che sono nel posto giusto.

Quando rientro, Simeone è al lavoro sul suo portatile: quotidianamente aggiorna il suo blog “monasticasimeone.org”, che ha migliaia di lettori. Adesso sta rivedendo un testo, per una piccola casa editrice, sulla nazione di Israele e sul concetto di sionismo: l’argomento lo appassiona perché si sente molto vicino alla cultura ebraica. Io mi metto a leggere il mio libro “La pecora nera” di I. J. Singer e di nuovo mi sento al posto giusto nel momento giusto.

Giunta l’ora dei vespri, Simeone mi invita a pregare insieme, alternandoci alla lettura. Così è stato per la compieta, prima di andare a dormire, e nei giorni successivi. L’orario delle preghiere è quello del monastero: ore 05:00 salmo invitatorio; ore 07:00 lodi mattutine; ore 08:00 messa; ore 12:30 ora sesta; ore 15:00 ora nona; ore 18:00 vespri; ore 20:30 compieta.

Per la messa del mattino guida con la sua auto nei paesi vicini (a Rocchette si celebra solo la domenica), qualche volta da don Quintilio, a Santa Maria della Neve, oppure dalle monache, a Magliano Sabina. Tornati a casa, Simeone è partito per andare a correre, attività che svolge tre volte a settimana per 40/50 minuti, durante i quali recita il Rosario. È sempre stato uno sportivo. L’ho atteso per strada e, al suo ritorno verso casa, ho scattato le prime fotografie.