Da Gabriella Ventura riceviamo questa raccolta di racconti edita da Longanesi nel 1982 e più volte ripubblicata in ambito triestino.
A questo proposito Gabriella ci scrive: “Dopo i racconti di Buzzati, anche qui una rilettura di racconti, di tutt’altro stampo. Questi inducono il sorriso. Scritti da Carpinteri e Faraguna, rielaborati da Bordon (tutti e tre triestini). La voce narrante è di certo Bortolo, ospite anziano di un ospizio per gente di mare, abitato da ” vecchi dolci e un po’ matti”; racconta vicende tramandate oralmente avvenute nelle “Vecchie Province asburgiche” aventi come protagonisti avari commercianti, pescatori, contadini, marittimi. Il linguaggio attinge molto alla antica parlata adriatico-orientale. Ironico, divertente, a tratti tenero”
Da una recensione sulla rete:
Uno dei piccoli capolavori di Carpinteri e Faraguna, affettuosa rievocazione di tempi, persone e luoghi oggi in gran parte dimenticati, un’Austria felix giuliano-dalmata in cui convivevano battibeccando, ma in fondo rispettandosi, comunità multiculturali e pluringue legate da vincoli d’affari, d’amicizia e di vita.
Carpinteri & Faraguna sono una coppia di giornalisti, scrittori e commediografi dialettali italiani di origine triestina, Lino Carpinteri (Trieste 1924 – Trieste 2013) e Mariano Faraguna (Trieste 1924 – Trieste 2001).
La maggior parte delle loro opere è ambientata in una regione, più ideale che reale, incontro delle culture mitteleuropee e adriatiche che va da Trieste all’alta Dalmazia (comprendendo Istria e Quarnero). L’epoca storica è spesso quella in cui queste terre erano comprese nell’Impero Austro-Ungarico (vista come epoca “felix”) vissuta da personaggi con forte connotazione locale e popolare. La lingua utilizzata è il cosiddetto istro-veneto: più che un dialetto, una “lingua franca” su base veneta con numerosissime influenze slovene e tedesche, ma perfino turche e arabe. L’opera principale e più conosciuta, anche fuori dai confini locali, è la serie delle “Maldobrìe” (dal croato malo dobro = poco bene, mica bene, così così; che porta anche il significato dialettale di marachelle, birbonate, ecc.): raccolte di storie e racconti di ambiente giuliano-dalmata ispirati al ricordo di un mondo che non c’è più e a dei valori ormai scomparsi. Lo schema dei racconti è pressoché sempre lo stesso: i battibecchi e i ricordi di Bortolo (un marinaio ormai in pensione e dalle mille avventure, reali o millantate) e della siora Nina (anziana massaia pettegola e credulona). L’elenco dei volumi:
Le Maldobrìe (1965)
Prima della Prima Guerra (1968)
L’Austria era un paese ordinato (1969)
Noi delle Vecchie Province (1971)
Povero nostro Franz (1976)
Viva l’A. (1983).
