Sempre seguendo gli spunti di Sandro Frera ChatGPT prosegue nel racconto delle avventure di Arthur Bramley ex re del cashmere.

Riassunto puntate precedenti: Arthur è un ex miliardario di mezza età. Ormai spiantato gli rimane solo in fido cameriere Jasper. Allora cerca una soluzione in un matrimonio vantaggioso. Cosa che gli riesce. Sposa, infatti, Victoria, ricchissima scozzese, innamorata, però, ahimé, anche dei lama, quelle graziose creature delle Ande.


Arthur si era adattato a malincuore alla vita in Scozia, circondato dai dodici lama e dall’eccentrica Lady Victoria. Ma qualcosa dentro di lui gridava per tornare alla civiltà, al glamour e, soprattutto, alla vivace scena sociale di Londra.

Una sera, mentre Victoria parlava animatamente della nuova linea di maglioni “Luxury Lama Collection”, Arthur si ritrovò a fissare un vecchio giornale londinese piegato sul tavolo. Lì, tra le pagine, c’era l’annuncio di un’esclusiva asta benefica a Kensington. Non poté fare a meno di fantasticare sul ritorno alle luci della città.

Più tardi, confidandosi con Jasper, Arthur espresse il suo desiderio.
“Non ce la faccio più, Jasper. Non sono fatto per i prati scozzesi. Londra è il mio habitat naturale.”

Jasper, sempre pragmatico, gli suggerì un piano: “Signore, potreste proporre una collaborazione tra la tenuta dei lama e qualche ente di beneficenza londinese. Sarebbe un modo elegante per tornare in città, con la benedizione di Lady Victoria.”

Arthur si illuminò. “Geniale! Una linea di prodotti esclusivi per beneficenza. Sciarpe di lana di lama per i senzatetto! Sarà il mio grande ritorno.”


Convinta dalla bontà dell’idea, Victoria organizzò il lancio della collezione a Londra. Arthur si trovò finalmente di nuovo al centro dell’attenzione, circondato da personalità influenti, magnati e, naturalmente, molte donne affascinanti.

Durante la serata, Arthur non riusciva a togliere gli occhi di dosso da una certa Lady Eleanor Ashcroft, una sofisticata quarantenne con un’aria intrigante e una risata che sembrava musica per le sue orecchie. Jasper, sempre attento, notò subito il cambiamento di umore del suo padrone.
“State puntando troppo in alto, signore?” chiese con un sorrisetto.

“Mai troppo in alto, Jasper. Sono nato per queste sfide,” rispose Arthur, affilando il suo sorriso.

Arthur cominciò a passare sempre più tempo a Londra, trovando scuse per rimanere anche dopo la conclusione degli eventi di beneficenza. Ogni volta che tornava in Scozia, le conversazioni con Victoria si facevano più tese. Lei sembrava percepire il suo distacco.

“Arthur,” disse una sera, “mi sembra che tu abbia il cuore altrove. Ti manca Londra, vero?”

Arthur evitò il suo sguardo. “Amo la tua tenuta, Victoria. Ma sì, forse mi manca un po’ il vecchio mondo.”

Victoria sospirò. “Sapevo che eri un uomo di città quando ti ho sposato. Forse è ora di affrontare la realtà: io e i lama non ti bastiamo.”

Arthur si sentì in colpa, ma anche sollevato. Quella notte, mentre fissava il soffitto, si rese conto che doveva scegliere: una vita tranquilla e sicura con Victoria, o il caos affascinante e pericoloso di Londra.

Arthur tornò a Londra, ufficialmente per promuovere ulteriormente la collezione benefica, ma sapeva che il suo cuore apparteneva alla città. Lady Victoria, magnanima come sempre, gli concesse spazio per riflettere, ma Jasper gli fece notare: “Signore, le donne possono tollerare molte cose, ma non l’indecisione. Fate la vostra scelta prima che qualcun altro lo faccia per voi.”

Arthur decise di affrontare Lady Eleanor, confidandole le sue incertezze. “Eleanor,” disse, “credo che tu sia l’unica che può farmi sentire di nuovo vivo.”

Eleanor lo guardò con un misto di divertimento e scetticismo. “Arthur, sei un uomo affascinante, ma non credo che Londra sia pronta per un altro tuo scandalo romantico. Forse dovresti risolvere la tua situazione in Scozia prima di iniziarne una nuova qui.”

Arthur capì che Eleanor aveva ragione. Se voleva tornare a Londra da uomo libero e rispettabile, doveva chiudere il capitolo scozzese con dignità.

Tornato in Scozia, Arthur confessò a Victoria il suo desiderio di separarsi. Lei, sorprendentemente comprensiva, gli augurò il meglio, ma non senza una battuta finale. “Spero che Londra ti dia ciò che cerchi, Arthur. E se mai avrai bisogno di una sciarpa, sai dove trovarmi.”

Arthur e Victoria si lasciarono in buoni rapporti, e lui si ritrovò finalmente libero di inseguire i suoi sogni… e forse un futuro con Lady Eleanor. Ma Londra è una città dura, e Arthur sapeva che il cammino verso il suo riscatto sarebbe stato tutt’altro che semplice.

Jasper, immancabile al suo fianco, gli offrì un brindisi. “Al vostro prossimo capitolo, signore. Sperando che includa meno lama e più lungimiranza.”

Arthur sorrise. “E magari anche una bottiglia di Château Margaux decente.”

Ma questa volta, il suo sorriso non era solo facciata. Era un uomo pronto a ricominciare… di nuovo.

Tornato a Londra, Arthur si rese conto che, se voleva riconquistare la sua posizione nella società e, soprattutto, avere un futuro con Lady Eleanor, avrebbe dovuto mettere da parte l’orgoglio e trovare un modo per guadagnarsi da vivere.

Jasper, sempre la voce della ragione, lo mise davanti alla realtà: “Signore, potete tentare di conquistare Lady Eleanor, ma senza un reddito decente, rischiate di sembrare un parassita più che un corteggiatore. Suggerirei di sfruttare le vostre abilità.”

“Quali abilità?” sbuffò Arthur. “Tutto ciò che so fare è indossare cashmere e parlare bene di me stesso.”

Jasper sorrise sornione. “Esattamente, signore. E se combinassimo le due cose?”

Il Lancio di Bramley Consulting. Arthur decise di avviare una società di consulenza per i marchi di lusso, offrendo il suo nome e il suo “genio” per aiutare giovani designer e brand emergenti a farsi strada nel mercato. Grazie al suo passato glorioso, poteva ancora vantare conoscenze e un’aura di credibilità che, per quanto ammaccata, aveva un certo valore.

Con Jasper a fare da amministratore (e garante della serietà del progetto), Arthur cominciò a organizzare workshop dal titolo accattivante come: “Il Lusso come Stile di Vita: Vendere un Sogno” oppure “Rinascita e Brand: Come Trasformare i Fallimenti in Successi”

L’idea funzionò. Giovani imprenditori, attratti dal suo fascino carismatico e dalle storie rocambolesche dei suoi successi (e fallimenti), cominciarono a pagare per i suoi consigli. Arthur scoprì che, sorprendentemente, aveva ancora molto da offrire.

Un giorno, durante un evento di networking, Arthur si imbatté di nuovo in Lady Eleanor. Lei, elegantissima in un tailleur Chanel, lo osservò con interesse mentre parlava di strategie di marketing a un gruppo di giovani stilisti.

“Devo ammettere, Arthur,” disse avvicinandosi a lui, “sei molto più affascinante quando parli di lavoro che quando cerchi di sedurre donne altrui.”

Arthur rise, un po’ imbarazzato. “Sto cercando di reinventarmi, Eleanor. È un processo lento, ma penso di essere sulla strada giusta.”

Lei lo guardò con un sorriso enigmatico. “Forse lo sei davvero. Ma voglio vedere se riesci a mantenere il ritmo.”

Arthur decise che avrebbe fatto di tutto per dimostrarle che non era solo un ciarlatano.

Grazie a Bramley Consulting, Arthur cominciò a guadagnare cifre modeste ma dignitose. Più importante, però, era la reputazione che stava ricostruendo: quella di un uomo che, pur avendo perso tutto, stava trovando un modo per risalire.

Un giorno, una proposta inaspettata arrivò sulla sua scrivania: una celebre casa di moda italiana, colpita da una crisi d’immagine, gli chiese di diventare il volto della loro campagna di rilancio. Arthur accettò con entusiasmo, consapevole che la visibilità avrebbe dato una spinta alla sua attività.

La campagna fu un successo. Arthur, con il suo fascino ironico e la sua capacità di scherzare sui propri fallimenti, conquistò il pubblico. I giornali cominciarono a parlare di lui come del “magnate rinato” e le richieste di consulenze aumentarono.

Con una nuova stabilità economica e un’immagine finalmente recuperata, Arthur si sentì pronto a fare la sua mossa con Lady Eleanor. La invitò a cena in un ristorante raffinato, questa volta senza rischiare che la carta di credito venisse rifiutata.

Durante la serata, Eleanor lo studiò attentamente. “Arthur, devo dire che sei cambiato. Sei ancora il solito vanesio, ma almeno ora sembri sapere cosa stai facendo.”

Arthur sorrise. “Eleanor, ho capito che non voglio più vivere inseguendo solo il lusso e l’apparenza. Voglio qualcosa di vero. E penso che tu possa essere quel qualcosa.”

Lei lo fissò per un momento, poi rise. “Vedremo, Arthur. Ma non aspettarti che sia facile.”

Con Eleanor al suo fianco e un’attività in crescita, Arthur si sentiva finalmente pronto ad affrontare il futuro. Certo, la strada per tornare al vertice era ancora lunga, ma per la prima volta non era ossessionato dal traguardo.

Jasper, come sempre, osservava tutto con il suo aplomb impeccabile. Una sera, mentre serviva il tè, disse: “Signore, devo dire che non avrei mai immaginato di vedervi in una posizione così… dignitosa.”

Arthur rise. “Jasper, non sono ancora miliardario, ma almeno non bevo più Pinot Noir cileno.”

“Un progresso notevole, signore,” rispose Jasper con un sorriso. “Un passo alla volta.”