Da Giorgio Secchi, autore di Non c’è tempo per un tango, riceviamo questo breve racconto, quel che una volta si sarebbe detto un divertissement. Da leggere. Eccolo.
Da ragioniere aveva fatto innamorare di sé la figlia di un potente.
“Papà, gli serve una posizione”. E papà ci mise una buona parola: venne assunto in un’impresa pubblica e promosso, subito. Direttore vendite.
A quel punto gli fu permesso di sposarla.
Due figli, auto aziendale.
Un giorno gli venne voglia di farsi un’amante.
A scoprirlo fu il suocero: ”Con tutto quello che ho fatto per te, non ti puoi permettere di tradire mia figlia. E poi, dai, con la tua segretaria!”.
“Hai ragione”, rispose il ragioniere “provvedo subito”.
E la nominò dirigente.
“Tranquillo, quando poi mi stufo, la trasferisco in una filiale”
