Domanda: Cara ChatGPT scrivi un pezzo satirico sul Governo italiano di 2.000 battute. Questa la rispost.

Il governo italiano è come una pizza cucinata da un cuoco indeciso: metà margherita, metà capricciosa, con un pizzico di ananas “per vedere l’effetto che fa”. Al primo giorno di insediamento, i ministri si radunano con grande entusiasmo, promettendo cambiamenti epocali. “Sarà un nuovo Rinascimento!” proclama il premier, brandendo la Costituzione come fosse il Codice da Vinci.

Ma dopo le prime settimane, emerge la vera arte italiana: il compromesso. “Abbiamo trovato un accordo storico!” annuncia un ministro. La legge? Mezzo condono edilizio e mezzo bonus monopattini. Ogni proposta si arena in una marea di emendamenti, talmente intricati che nemmeno Dante riuscirebbe a trovarci un senso.

Le riunioni di governo sembrano commedie teatrali. Ogni partito ha la sua scena: chi urla, chi minaccia dimissioni, chi si addormenta. Quando il premier tenta di parlare di “unità nazionale”, qualcuno gli lancia un fascicolo da 300 pagine con la proposta di aumentare il prezzo dei caffè al bar. “È l’unica riforma che possiamo approvare senza polemiche!” ironizza un parlamentare. Seguono tre settimane di sciopero dei baristi.

Intanto, i social network diventano il vero Parlamento. Ogni deputato e senatore twitta, posta e filma TikTok per spiegare come “sta lavorando duramente per il Paese”. Peccato che il Paese sia fermo da settimane, in attesa che approvino il bilancio. “Ma l’importante è la narrazione,” dichiara il responsabile alla comunicazione.

Il governo non cade dopo sette mesi, un record di stabilità per gli standard italiani. Mentre si formano le ennesime “consultazioni esplorative”, l’Italia continua il suo viaggio, incurante. Tanto, come dice un vecchio proverbio: “Passano i governi, ma le buche nelle strade restano”.