Avevamo lasciato Marta e Marco alle prese ognuno con le proprie relazioni sentimentali consolidate. Dubbi, ansia, paura. E ora che succede?
Una settimana dopo, Marta e Marco si incontrano di nuovo, incapaci di resistere alla crescente tensione emotiva che li lega. Stavolta il bar dove si ritrovano sembra quasi testimone silenzioso di qualcosa di inevitabile. Tra parole interrotte e lunghi silenzi, la distanza tra loro si accorcia, e quasi senza rendersene conto, le loro mani si intrecciano sopra il tavolo, come se stessero cercando un sostegno in quel momento carico di emozioni.
È un gesto spontaneo e intimo, un contatto che accende qualcosa di profondo. Entrambi si guardano negli occhi, consapevoli della linea che stanno per oltrepassare, ma incapaci di tornare indietro.
Quando lasciano il bar, Marco guida senza una destinazione precisa, mentre il silenzio tra loro si riempie di una tensione elettrica. Dopo qualche minuto di esitazione, Marco prende la strada verso un piccolo motel ai margini della città, un posto anonimo e lontano da occhi indiscreti, un luogo dove il mondo esterno sembra non esistere.
Nel parcheggio, entrambi restano per un momento in macchina, senza parlare. Poi Marco posa una mano su quella di Marta e lei, con un respiro profondo, accetta quella realtà, lasciandosi andare. Entrano nella stanza con passi lenti, consapevoli di tutto ciò che questo momento significa. Le parole ormai sono superflue: solo gli sguardi e i gesti parlano, mentre si abbandonano finalmente l’uno all’altra, cercando in quel contatto un conforto, una fuga, e forse una promessa che entrambi temono ma desiderano intensamente.

