Abbiamo chiesto ad alcuni amici quali libri consigliassero. Simone Vaccarino ha risposto segnalando questo romanzo del grande Italo Calvino.

A questo proposito Simone ci ha scritto: “Considerato da Calvino il “suo piu’ bel libro”, suggerisco a tutti voi questo libro di 80 pagine denso di immagini dell Italia anni 50/60 alle prese della Speculazione Edilizia che in Liguria (ma non solo lì) ha fatto disastri. Persino i due protagonisti del libro, apparentemente lontanissimi dal mondo della speculazione, si fanno incantare dalla “magia della speculazione” che può facilmente arricchire, ma non tutte le cose vanno come era stato previsto …”


“Quinto rincasò d’umor nero. Non solo l’inquietava il non essere riuscito ancora a farsi pagare, ma anche l’aver scoperto in Caisotti un antico compagno di lotte. Bella curva aveva fatto la società italiana! esclamava tra sè. Due partigiani, un paesano e uno studente, due che si erano ribellati insieme con l’idea che l’Italia fosse tutta da rifare; e adesso eccoli lì, cosa sono diventati, due che accettano il mondo com’è, che tirano ai quattrini, e senza più nemmeno le virtù della borghesia di una volta, due pasticcioni dell’edilizia, e non per caso sono diventati soci d’affari, e naturalmente cercano di sopraffarsi a vicenda…” pag. 109


Dalla presentazione dell’editore:

«Di solito mi piace raccontare storie di gente che riesce in quel che vuol fare (e di solito i miei eroi vogliono cose paradossali, scommesse con se stessi, eroismi segreti) non storie di fallimenti o di smarrimenti. Se nella Speculazione edilizia ho raccontato la storia d’un fallimento (un intellettuale che si costringe a fare l’affarista, contro tutte le sue più spontanee inclinazioni) l’ho raccontata (legandola molto a un’epoca ben precisa, all’Italia degli ultimi anni) per rendere il senso di un’epoca di bassa marea morale. La speculazione edilizia tra le storie che ho scritto è quella in cui sento d’aver detto più cose, ed è anche quella che più si avvicina ad un romanzo, anche se è breve. E, dovendo assegnare gli “Oscar” ai migliori miei personaggi, sceglierei pure tra quelli della Speculazione edilizia: all’impresario darei l’Oscar per il miglior personaggio oggettivo, “a tutto tondo”, e a Quinto per il miglior personaggio soggettivo, semiautobiografico.»