Giovedì scorso consueta scappata a vedere Giardini e Arsenale. Quattro ore di full immersion in Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere.

Prima annotazione: due anni fa la pittura era minoritaria, oggi la fa da padrona di casa. Il numero di quadri equivale a quello delle varie installazioni.

Tra queste ultime domina il tema ambientale, con una deviazione transessuale nel padiglione svizzero. Tanta acqua, tanti suoni, tante macchine di Munari esposte dagli artisti apparentemente più lontani dal nostro.

Nei quadri, che è la mia primaria fonte di interesse, tanta geometria e tanti colori, quasi che gli artisti del sud americani e africani fossero rimasti alle evoluzioni pittoriche delle seconde e terze avanguardie europee. Eccezione i pittori e le pittrici omosessuali per i quali il figurativo era ed è un obbligo identitario.

Il tema è stato affrontato dai curatori, mi pare, sia in chiave geografica (gli artisti lontani e fuori contesto), che in chiave sociale, con una buona rappresentanza dell’omosessualità e del relativo sentimento di diversità, dando prova, però, anche di una certa permissività rispetto a problematiche che con Straniero ovunque avevano e hanno poca affinità (per esempio, come ricordato, il tema ambientalista). In ogni caso il risultato è godibilissimo.

Bella gita. Merita il biglietto.

In ogni caso nulla come farsi una idea da sé e quindi ecco una lunga carrellata dei quadri visti e dei nomi che mi sono maggiormente piaciuti.