Alessandra Andrenacci ci segnala questo simil-giallo della Nothomb, geniale autrice belga.
A questo proposito Alessandra ci scrive: “Amélie Nothomb mi fa sprofondare in un macabro abisso, lasciandomi senza parole.
La trama del suo thriller è veramente originale. I suoi dialoghi caratterizzano il libro, sono sorprendenti, arguti e molto intelligenti; con riferimenti e rimandi letterari, e degni di un vero processo.
Colgo nel romanzo una leggera critica al mondo letterario, a quello dei premi non sempre meritati, ai lettori distratti o assenti, e un richiamo ai giornalisti che ahimè non leggono. Amélie ci parla di un premio Nobel per la letteratura, a cui restano pochi mesi di vita. Solo chi avrà letto i suoi romanzi, sarà in grado di dialogare con lui, di controbattere e ribaltare i ruoli, e quindi dominare la scena, svelando ogni arcano.
Una lettura veloce ed entusiasmante, insomma per me è imperdibile!“

Dalla presentazione dell’editore:
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi di vita. La stampa di tutto il mondo gli implora un’ultima intervista ma lo scrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solo cinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il geniale romanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui si mescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personale sia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenergli testa e avere la meglio su di lui: l’intervista diventerà interrogatorio e poi duello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di Prétextat Tach del tutto inedito.
