Boldini e Signorini sono stati due grandi pittori italiani. Ognuno con un proprio stile inconfondibile. Ma quale è pittura e quale illustrazione? Ha senso questa distinzione?

Quale è la differenza tra illustrare e dipingere? Sta nell’uso di un linguaggio più codificato e semplificato (illustrazione) vis a vis uno più personale e astratto (spesso nella sua concretezza) nella pittura? Non credo, o, almeno non è solo così. Boldini per certi versi innova l’illustrazione, ha un disegno personale e preciso, ma non c’è dubbio che le sue immagini patinate siano più illustrazioni che quadri.

Forse tutto questo dipende dal fatto che pare Boldini abbia una idea della pittura che, oltre a fuggire da qualsiasi sguardo o osservazione  che fuoriesca dall’ambito sociale nobil-borghese scelto dal ferrarese quale suo proprio terreno di caccia, quasi sempre vuole solo copiare la realtà quale essa è, inseguendone, come dicevo, solo una delle sue innumerevoli caratteristiche meta-linguistiche, quella della sensualità.

Sappiamo bene come l’espressione “copiare la realtà quale essa è”  sia sdrucciolevole peggio di una strada in discesa con i sanpietrini a novembre, ma, dimenticando per un attimo le menate filosofeggianti, non c’è dubbio che, quando Boldini dipinge, vuole che ciò che dipinge emerga con chiarezza, senza possibile fraintendimenti o echi o rimandi. Le signore alto locate devono essere signore alto locate. Il direttore d’orchestra deve essere lui e nient’altro, lasciando quindi allo spettatore, a chi guarda il quadro tutto il compito, se lo vuole, di aggiungere alla cosa dipinta i significati che essa potrebbe (o non potrebbe) avere.

Signorini invece dipinge e sembra sempre intendere qualcosa d’altro. Case? Certo case, ma case di povera gente. Gente che lavora? Una critica sociale. Persino i tramonti e la natura si tingono di colori e sapori che rimandano ad altro, alla fine di un secolo luminoso, felice, compiaciuto, con tutta quindi l’inevitabile tristezza, paura e eccitazione per l’attesa di ciò che accadrà. Questa è pittura? Rimandare ad altro? Interpretare in maniera tale che la cosa non sia la cosa, ma sia ciò che il pittore vede? La pittura è questo? Pensare in ogni istante a ciò che si sta facendo consci che vedere e mostrare sono attività distinte e difficilmente ricongiungibili?

In ogni caso, la perfezione tecnica di entrambi, ma specie di Boldini, è strabiliante. Entrambi hanno il gusto del dettaglio ben dipinto, entrambi a volte si lanciano in abiti che sono capolavori di tecnica, fantasia, pazienza. Lì la pittura sicuramente la vince su qualsiasi altra cosa.

E in ultimo una osservazione sullo spirito dei nostri tempi: Signorini e Boldini sono entrambi figurativi, ma sono certo che per temi scelti (donne, sensualità, bel mondo) ancora oggi Boldini venderebbe di più. Ai non addetti ai lavori, intendo, ché i collezionisti e i galleristi credo, spero, promitto e iuro vogliono invece Signorini.